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Visualizzazione dei post da Maggio, 2009

4 idee per salvare la Terra dal surriscaldamento globale

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4 idee per salvare il pianeta dal surriscaldamento globale. La prima arriva dalla Nasa. Gli scienziati pensano di utilizzare delle turbine sugli oceani a una ventina di metri di altezza, in grado di creare delle nuvole artificiali. Queste ultime consentirebbero di riflettere i raggi solari provocando una diminuzione delle temperature medie sul pianeta. Basterebbe coprire di nuvole artificiali il 3% della superficie terrestre per ottenere risultati significativi. Dall’università della Arizona arriva, invece, la proposta di inviare nello spazio miliardi di piccoli schermi - ognuno avente 60 centimetri di diametro - su un’orbita a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Per farli arrivare fin lassù gli studiosi pensano di utilizzare un sistema basato sulla forza elettromagnetica. Infine si avrebbe un’immensa nube di 100mila chilometri, capace di deviare i raggi solari. La proposta più bizzarra arriva da Robert Harnway, scienziato del Centro di studi economici ed ecologici di Ginevra. L’es…

L'effetto serra? Dipende anche dalla quantità di neve che cade

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Anche la neve contribuisce all’effetto serra. Sono i risultati di una ricerca compiuta da studiosi dell’università della California e diffusa sulle pagine di Nature. Gli scienziati ritengono che nel mondo nevichi sempre meno. E che i manti nevosi alle alte latitudini siano sempre meno spessi. Tutto ciò si ripercuoterebbe sull’attività fotosintetica degli alberi che non sarebbero più in grado di assorbire adeguatamente l’anidride carbonica, Dunque se il biossido di carbonio non viene immagazzinato dalle piante, inevitabilmente finisce nell’atmosfera incrementando l’effetto serra. Si è visto specificatamente che l’assenza del manto nevoso induce a una minore attività “respiratoria” del terreno. In pratica la flora microbica non respira più come prima e in questo modo impedisce all’umidità di “venir fuori” come dovrebbe. Quando il vapor acqueo scarseggia le piante, soprattutto durante il periodo estivo, vanno in tilt, e non sanno più come regolare l’entrata e l’uscita di CO2. Ma il probl…

"Slightest Touch": dagli Usa la macchina per l'orgasmo femminile

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Dall’America arriva “Slightest Touch”, strumento in grado di assicurare alla donna l’orgasmo. Non è un giocattolo genitale, né un prodotto dell’industria pornografica per realizzare film hard. È un apparecchio altamente tecnologico – somigliante a un iPod - costituito da due elettrodi (due sottilissimi aghi) e da una scatola con i comandi. Gli elettrodi vengono collocati in aree del corpo femminile particolarmente sensibili e con impulsi a bassa frequenza “Slightest Touch” stimola le cosiddette zone erogene provocando nel giro di dieci minuti un intenso piacere sessuale. Gli esperti di “Stimulation System” - la ditta di Dallas che ha messo a punto lo strumento - definiscono “condizione pre-orgasmica” - la situazione procurata dall’apparecchio, stato fisiologico che può protrarsi anche per mezz’ora, l’ideale, quindi, per affrontare al meglio un rapporto sessuale. Con questo apparecchio l’orgasmo simulato, fenomeno che - secondo uno studio divulgato da OnePoll – riguarderebbe almeno il …

Latte a colazione: una storia iniziata 8mila anni fa

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L’uomo e le mucche si sono evoluti di pari passo. Ciò ha consentito all’uomo di sviluppare un enzima (lattasi) in grado di digerire il lattosio e agli animali di variare il proprio assetto genetico (presupposto fondamentale per l’evoluzione di una specie). A partire da 8 mila anni fa, con il consolidamento delle prime forme di allevamento, l’uomo comincia a barattare le mandrie e a nutrirsi periodicamente di latte. Gli esperti del CNRS di Grenoble, in Francia, sono arrivati a queste conclusioni studiando il Dna di 20mila capi di bestiame provenienti da sei diversi paesi europei. Hanno inoltre constatato che, le zone europee dove si conta il maggior numero di differenze genetiche tra le proteine del latte delle mucche, sono anche quelle più popolate da uomini che digeriscono meglio il lattosio.

INSETTI CHE BONTA'

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Mangiare insetti sta diventando una moda. In tutti i paesi occidentali, infatti, ci si nutre sempre più spesso con piatti a base di esapodi (altro nome degli insetti), e il fenomeno è in costante evoluzione. Le nuove ricette gastronomiche provengono soprattutto da Botswana, Colombia, Nuova Guinea, Sri-Lanka, Messico, India. Gli specialisti sottolineano il gusto di questi invertebrati, ma anche il loro valore nutrizionale (soprattutto proteico): un etto di insetti contiene in media 121 calorie, 12,9 g di proteine, 5,5 g di grassi, 5,1 g di carboidrati, 75,8 mg di calcio, 185,3 mg di fosforo e 9,5 mg di ferro. Volendo, per esempio, fare un paragone tra un hamburger bovino e un fagottino di termiti, il confronto non regge: il primo è caratterizzato da 245 calorie e 21 g di proteine all’etto, il secondo da 610 calorie e 38 g di proteine all’etto. L’entomofagia risale alla notte dei tempi. Perfino la Bibbia ne parla nel Vecchio Testamento: “Potrete mangiare varie specie di locuste e di gri…

Microchip adesivo sulla pelle per controllare l'aumento di peso

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Una specie di cerotto da applicare sulla pelle in grado di indicare l’accumulo (e consumo) giornaliero di calorie e quindi contrastare i chili di troppo. È il risultato ottenuto dai tecnici dell’azienda Usa Philometron. Si tratta in realtà di un microchip adesivo che – oltre a segnalare la quantità di calorie consumate e accumulate – è capace di verificare molti altri parametri vitali come la temperatura corporea, il ritmo cardiaco, la conduttività della pelle, l’attività respiratoria. I dati registrati dal microchip vengono poi inviati al telefonino del paziente, accompagnati da un consiglio, del tipo: “Oggi hai esagerato con i dolci, dovresti correre per mezz’ora”. Il suo costo? 400 dollari.

About PhiloMetron (http://www.philometron.com/):
PhiloMetron™ is a healthcare company developing proprietary wireless diagnostic products and services, focused on improving the quality and lowering the cost of human health management.
(Pubblicato su Libero il 31 maggio 09)

Mangiare il gelato rende più felici. Attiva le aree del cerebrali del piacere

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Una cucchiaiata di gelato per essere più felici. È la conclusione di uno studio condotto da esperti del Centre for neuroimaging dell’Institute of psychiatry di Londra su un campione di volontari sottoposti a risonanza magnetica. Gli studiosi dicono che il gelato attiva i centri del piacere nel cervello, in particolare il mesencefalo e il corpo striato, le stesse aree che si ‘accendono’ quando si vince qualcosa. Stando la notizia, pubblicata sull’ultimo numero di OkSalute, il gelato non fa bene solo alla psiche ma anche al corpo. Secondo gli studiosi di Londra l’alimento contiene un buon numero di proteine di alto valore biologico, facilmente digeribili e assimilabili dall’organismo.

(Pubblicato su Libero il 31 maggio 09)

Raro parto gemellare. Nati i cavallini Leo e Corby

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Nelle specie animali come i cavalli e le mucche (dove di solito nasce un solo piccolo per volta) i parti gemellari sono estremamente rari. Si calcola che in media nascano due gemelli ogni 10mila parti. Per questo motivo è stata grande la meraviglia di un allevatore inglese, Becky Passmore, quando 3 settimane fa una sua cavalla ha dato alla luce due gemelli, perfettamente identici che oggi scorrazzano felicemente per le radure della sua tenuta a Taunton, nel Somerset (a circa tre ore da Londra). Il parto gemellare in questo tipo di animali, peraltro, è molto rischioso. Nella maggior parte dei casi, infatti, costa la vita a uno dei due gemelli o alla madre. Ma in questo caso si è avuta, appunto, un’eccezione: mamma Georgie e i suoi due puledri, Leo e Corby, stanno benissimo. “Mi sono accorto del primo puledro immediatamente – racconta Passmore -. Quando però ho visto che i piccoli, in realtà, erano due non ho potuto credere ai miei occhi”. Per Nicola Jarvis, veterinario all’Horse sanctu…

Malattie del ginocchio: nuove speranze dalle staminali

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Curare e guarire un ginocchio malconcio, sottoposto a troppi stress fisici o colpito da artrosi, con le staminali: da oggi si può. Propongono questo tipo di intervento una decina di centri italiani. La tecnica consiste in un prelievo di sangue dal midollo osseo in anestesia locale. Successivamente il sangue prelevato viene centrifugato. Si isolano le cellule staminali che vengono poi iniettate nel punto anatomico malato. In questa sede le cellule staminali si differenziano in cellule cartilaginee nel giro di un mese, andando a sostituire il tessuto danneggiato. Studiosi dell’Università di Genova hanno già testato la tecnica su 600 pazienti, ottenendo buoni risultati. “È una tecnica sperimentale – dice a Spigolature Scientifiche Giuseppe Laurà, primario di chirurgia del ginocchio del Gaetano Pini –. Ci vorranno nuovi studi per confermare la sua validità. In questa fase è innanzitutto necessario non creare false speranze e muoversi con cautela”.

Creato il depuratore portatile che rende potabile l'acqua inquinata

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Uno strumento portatile in grado di rendere potabile l’acqua inquinata. Messo a punto dalla ricercatrice australiana Vivian Robinson, si tratta di un congegno elettronico battezzato Drinkwell. Il suo funzionamento si basa sull’azione di piastrine elettrolitiche capaci di rimuovere il fango, l’argilla e i metalli pesanti dalle acque sporche e stagnanti. Il depuratore è anche in grado di annullare l’azione dell’Escherichia coli, pericoloso batterio alla base di numerose patologie. Drinkwell, che sarà testato ufficialmente in questi giorni dall’organizzazione umanitaria World Vision, migliorerà l’esistenza di milioni di persone che ogni anno devono fare i conti con le malattie provocate dalla scarsità di risorse idriche.

(Pubblicato su Libero il 29 maggio 09)

About WORLD VISION (http://www.worldvision.org/):

World Vision is a Christian humanitarian charity organization dedicated to working with children, families, and their communities worldwide to reach their full potential by tackling the…

15mila per provincia: il numero di animali uccisi sulle strade e autostrade italiane ogni anno

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Gli esperti della Lipu hanno condotto uno studio per risalire al numero di animali che ogni anno muoiono sulle strade italiane e sono giunti a un’impressionante conclusione: sono 15mila per provincia italiana quelli che in media vengono investiti e uccisi. Considerando la rete stradale complessiva del territorio nazionale, almeno 25 uccelli muoiono ogni 15 chilometri. Ma sono i ricci gli animali che vengono falciati con maggiore frequenza, circostanza riscontrabile anche negli altri paesi europei: in Inghilterra finiscono sotto le ruote delle automobili 100mila ricci ogni anno. La stessa brutta fine spetta anche a grossi animali come lupi, cervi, cinghiali, e perfino orsi o grossi rapaci. Gli animali di grossa taglia muoiono soprattutto in centro Italia. Il Friuli, in particolare, detiene il record dei caprioli investiti: il 24% della popolazione morente di caprioli è rappresentata da animali finiti contro il parabrezza di macchine o autoarticolati. Lo studio mette anche in evidenza i…

Dagli scarti del frumento un modo per disinquinare le navicelle spaziali

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Ricercatori del Lawrence Berkley National Laboratory e della Nasa propongono di utilizzare le piante di frumento per disinquinare le navicelle spaziali impegnate in lunghe missioni. Come? Riscaldando a 600°C la parte non commestibile del vegetale: le sostanze emesse dal processo di combustione consentirebbero infatti il riassorbimento dei gas nocivi. La nuova idea americana si basa sul fatto che, in una missione come quella che potrebbe portare l’uomo su Marte, è indispensabile non sprecare nulla. Da ogni prodotto di scarto infatti (feci comprese) - tramite l’incenerimento - sono recuperabili molti elementi di primaria importanza come l’acqua e i minerali. Ma per fare ciò vengono anche prodotti inquinanti come il biossido di carbonio, il biossido di zolfo e l’ossido di azoto. L’anidride carbonica non desta preoccupazione perché può essere facilmente assorbita dalle piante, mentre per gli altri due composti la situazione è più complessa visto che si dovrebbe ricorrere a un elemento mol…

Desmond Hatchett, 21 figli da 11 donne diverse: "Semplicemente è successo"

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Non ha ancora 30 anni ma ha già messo al mondo 21 bambini... avuti da 11 donne diverse. Statistiche alla mano, mai s’era verificato un fatto del genere in tutta la storia degli Stati Uniti. In un solo anno ha provato ad assistere alla nascita di ben 4 figli. Il più piccolo è appena nato, il più grande ha da poco compiuto 11 anni. Il suo nome è Desmond Hatchett, abita a Knoxville, nel Tennessee. L’uomo assicura di voler bene a tutti i piccoli che ha messo al mondo e di ricordare di ognuno nome, data di nascita ed età. Tuttavia la situazione negli ultimi tempi s’è fatta davvero drammatica ed è dovuto intervenire lo stato: Desmond, comprensibilmente, non ha la più pallida idea di dove andare a raggranellare i quattrini per mantenere la sua numerosa famiglia. Le mamme dei piccoli – peraltro - sono esasperate: alcune non riescono nemmeno a garantire il latte quotidiano al proprio bambino. “I bambini non possono essere mantenuti da Desmond così lo stato del Tennessee ha deciso di intervenir…

Dimmi cosa bevi e ti dirò chi sei

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Risalire alla personalità di un individuo semplicemente affidandosi a ciò che preferisce bere. È il risultato di due studi compiuti da ricercatori inglesi e canadesi. Nella prima ricerca condotta in Inghilterra si è potuto verificare che chi consuma preferibilmente vino è una persona affidabile e matura. Chi predilige il gusto di una bibita a base di malto a bassa gradazione alcolica o il rum corrisponde, invece, a una personalità estroversa, creativa, ma anche meno seria. I consumatori di vino bianco e di vodka sono quelli maggiormente dotati di spirito di intraprendenza e nella maggior parte dei casi sono anche i più predisposti a gestire ruoli di comando. I più tranquilli e sereni con se se stessi e con il mondo parrebbero, invece, gli amanti del gin e della tequila: i primi sono rappresentati da persone sedentarie che amano crogiolarsi nella tranquillità degli affetti famigliari; i secondi da coloro che in pratica ‘vivono e lasciano vivere’, ovvero vivono alla giornata senza preoc…

I figli dei belli? Tutte femmine

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Papà e mamme belli hanno quasi sempre figlie femmine. Nelle coppie brutte, invece, prevalgono i figli maschi. Perché? È un trucco dell’evoluzione per aumentare la percentuale di “bellezze” e quindi garantire maggiori chance di sopravvivenza alla specie umana. Sono le sorprendenti conclusioni ottenute da un team di ricercatori della London School of Economics (lo studio è stato pubblicato sul Journal of Theoretical Biology). Per arrivare a ciò gli studiosi hanno coinvolto quasi 3mila coppie, classificandole con un punteggio da uno a cinque su parametri come il peso, l’altezza, l’età dimostrata, la forma del viso, la simmetria del corpo. Risultato: nelle coppie belle la probabilità di avere figlie femmine è più alta rispetto alle altre in una percentuale del 36%. Del resto, basta guardarsi intorno – fra foto di giornali, film e programmi televisivi – per verificare che, in effetti, noti belli e famosi hanno dato alla luce una o più femmine. Tom Cruise ha avuto una bimba da Katie Holmes.…

LA MORALE DEGLI ANIMALI

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Quando un lupo dominante ha a che fare con un esemplare di rango inferiore, difficilmente si avventa su di lui facendogli del male. Può minacciarlo, attaccarlo, immobilizzarlo, ma senza mai ferirlo seriamente. Questo è uno dei tanti esempi che proverebbe la tesi secondo cui anche gli animali hanno una moralità, la capacità cioè di distinguere il bene dal male e dunque una sorta di “coscienza”. Convinto di questa tesi è soprattutto l’americano Marc Bekoff, ecologista dell’Università del Colorado. Bekoff ha analizzato numerosi comportanti animali – soprattutto dei mammiferi – e ha concluso che in alcune specie il senso di responsabilità, altruismo, affettuosità verso i propri simili - o addirittura verso esemplari appartenenti a differenti popolazioni faunistiche - è così spiccato da non aver nulla da invidiare a quello dell’uomo. Ma a cosa servirebbe la moralità negli animali? Secondo Bekoff la moralità animale è uno stratagemma evolutivo di assoluta importanza. Il senso ‘civile’ degli…

Chi nasce in primavera diventa più alto degli altri

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Volete un figlio più alto della media? Fatelo nascere ad aprile. È il suggerimento di un team di ricercatori del Danish Epidemiology Science Centre di Copenaghen. Gli studiosi hanno appurato che i bambini che nascono in primavera sono più alti di quelli che vengono alla luce in altri periodi dell’anno: in particolare si è visto che il mese che più degli altri predispone a una statura superiore alla media è aprile, a ottobre, invece, nascono i bambini più bassi. Lo studio danese ha coinvolto più di un milione di ragazzi nati in Danimarca tra il 1973 e il 1994. Alla fine dei test gli esperti hanno constatato che i giovani venuti alla luce in primavera sono effettivamente caratterizzati da un’altezza mediamente superiore ai livelli standard. Il motivo? Per ora rimane un mistero. Secondo Jan Wohlfahrt, a capo dello studio, si tratta comunque di un meccanismo biologico che lega la data del concepimento alle ore di luce. In particolare il ricercatore sottolinea il ruolo della melatonina, or…

Combustibili fossili: è iniziato il countdown

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I combustibili fossili hanno i giorni contati. È l’opinione di Jeff Dukes ecologista del Carnegie Institution di Washington. Lo studioso americano attraverso una serie di calcoli matematici è riuscito per la prima volta a stabilire un coefficiente di conversione del materiale organico in petrolio e carbone. Ha stimato che solo lo 0,01% dei residui vegetali diventa carburante, mentre tutto il resto viene disperso. Questo significa che allo stato attuale delle cose per ottenere un litro di benzina occorrono 23 tonnellate di materia organica. In particolare Dukes ha messo in relazione il dato conseguito dai suoi studi con il consumo medio annuale di carburante nel mondo. Così è risalito alla notevole differenza tra la quantità di combustibile fossile accumulata e quella utilizzata dall’uomo. Il dato del 1997 è più che mai rappresentativo: il consumo di petrolio e carbone è stato infatti 400 volte maggiore di quello ricavato dai giacimenti industriali. Il petrolio è oggi la principale fon…

Lotta alle allergie e all'obesità: dal guscio dei gamberetti una nuova speranza

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Combattere le allergie e il raffreddore da fieno con i gamberetti. È la proposta di un team di studiosi dell’università di Oxford in Inghilterra. I gamberetti contengono un polisaccaride, la chitina, che ha il potere di migliorare l’azione del sistema immunitario, consentendo all’organismo di rispondere con maggiore efficacia a pollini, polvere, peli del gatto. Gli esperimenti sono stati condotti sui topi, ma si prevede di intervenire al più presto anche sull’uomo, in primis sui bambini: i soggetti maggiormente predisposti alle allergie. Secondo gli scienziati si potrebbe dunque pensare alla realizzazione di uno spray a base di chitina da somministrare ogni volta che si presentano dei sintomi allergici. In realtà non è la prima volta che dai crostacei si ricavano sostanze utili all’uomo. Una variante chimica della chitina viene infatti già prodotta per combattere l’obesità. Dal polisaccaride, tramite un processo chimico chiamato “deacilazione”, si ottiene il chitosano, idrosolubile e …

La cioccolata degli Olmechi

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Furono gli Olmechi e non i Maya a inventare la “cioccolata”. Lo dicono gli studi condotti dai ricercatori dell’Hershey Foods Technical Center di Hershey, in Pennsylvania. Gli esperti hanno analizzato i residui di un’antica teiera in ceramica (individuando più di 500 composti chimici) e scoprendo che già 2.600 anni fa ci si nutriva di cioccolata (mille anni prima di quanto ritenuto finora). Gli Olmechi furono i predecessori del più famoso popolo precolombiano, i Maya. Vissero nella zona meridionale del Golfo del Messico tra il 1.500 e il 500 a.C.. La loro fiorente civiltà influenzò le culture del Guatemala, dell’Honduras e del Costa Rica. Gli Olmechi ricavavano la cioccolata dai semi di cacao che lasciavano fermentare, seccare, per poi cuocere.

Cannibalism: the proof? Spigolature Scientifiche interview Fernando Ramirez Rozzi (Paris's Centre National de la Recherche Scientifique)

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Neanderthalian rests have been found among bones of animals which Homo sapiens might had been eating. Does this fact definitely prove the existence of episodes of cannibalism among modern humans?
Cannibalism in Homo sapiens was attested at many times in prehistoric and historic times; in this case a neanderthal mandible shows cut-marks similar and at the same anatomical position than the marks observed in reindeers mandibles. It is an evidence than human bones were manipulated similarly than those of fauna eating by Homo sapiens. Of course, one can say that probably the cut-marks are related to some funerary process. We don't know how were the funerary process during the Aurignacian and for this reason we cannot be 100% confident about cannibalism, BUT funerary process in the following cultural tradition to Aurignacian, the Gravetiense, are very well known, during this period bodies were burried and the treatment to death was completally different to fauna. Therefore, we cannot be …

Ibernazione: tornano in vita batteri vissuti 32mila anni fa

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Un team di scienziati americani della Nasa ha ‘resuscitato’ dei batteri risalenti a 32mila anni fa, conservati in una lastra di ghiaccio in Alaska. I microrganismi hanno ripreso a nuotare nell’acqua ricavata dallo scioglimento dello strato di ghiaccio che li rivestiva, ed è stato possibile osservarli tramite i microscopi. I batteri, appartenenti a una specie sconosciuta battezzata Carnobacterium pleistocenium, risalgono al Pleistocene, al periodo in cui l’emisfero boreale era totalmente coperto dai ghiacci (la glaciazione wurmiana si sarebbe infatti chiusa circa 20mila anni più tardi), i mammut giravano indisturbati a caccia di cibo, e l’Homo di Cro Magnon aveva definitivamente soppiantato l’Homo di Neanderthal. L’astro-biologo Richard Hoover ha individuato la colonia batterica tra i resti fossili di un pachiderma del Pleistocene. Qualcosa del genere è accaduto anche con un vegetale. Il riferimento è a un seme di lupino artico germogliato dopo 10mila anni di ibernazione. Il fatto risa…

Umorismo: uomini e donne non la pensano allo stesso modo

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Uomini e donne percepiscono l’umorismo in modo assolutamente differente. Le donne desiderano un uomo che le faccia ridere, mentre gli uomini preferiscono una donna che sappia ridere delle loro battute. La pensa così il 65% degli uomini e il 62% delle donne. Sono i dati ricavati da una ricerca effettuata da Eric Blesser, impiegato presso il Dipartimento di Psicologia della McMaster University, in Canada. Blesser, rivolgendosi a 150 studenti, ha constatato che nella vita di coppia e nell’attrazione che precede la nascita di una coppia il senso dell’umorismo riveste un ruolo di primo piano, essendo quasi sempre indispensabile per l’instaurazione di un buon rapporto affettivo. “Per una donna ha senso dell’umorismo l’uomo che la sa far ridere – spiega il ricercatore canadese – al contrario, per lui ha ‘sense of humor’ la lei che ride alle sue battute e ai suoi scherzi”. Blasser ha evidenziato come tutto ciò sia vero solo in amore, mentre nel rapporto di amicizia i ruoli (almeno nell’uomo) …

Allattamento al seno: scongiurato il pericolo Aids con nuovi farmaci

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Combattere l’Aids con nuovi farmaci e impedire la trasmissione del virus dell’Hiv dalla madre al figlio tramite l’allattamento. Sono gli obiettivi di una nuova terapia farmacologica presentata nel corso di uno studio del Shopping infection from mother – to – child via breastfeeding, coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Gli esperti hanno messo a punto due farmaci che, somministrati ai nascituri durante i primi sei mesi di vita, consentono alla madre sieropositiva di condurre l’allattamento senza il rischio di trasmettere al figlio l’Aids. I due medicinali si chiamano rispettivamente “neviparina” e “lamivudina”. Stefano Vella, ricercatore dell’Iss, ha commentato in toni entusiastici l’azione delle due nuove sostanze. Gli attuali farmaci antiretrovirali hanno infatti il potere di inibire la trasmissione perinatale dell’Hiv, ma non quella di impedire il passaggio del virus dal seno materno al bimbo appena nato. Attualmente, per combattere la malattia, ci si affida a prodott…

Mezze stagioni e perdita di capelli. Svelato il perchè

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Svelato il mistero della perdita dei capelli durante le mezze stagioni: non dipende come si è sempre creduto dal cambiamento della temperatura dell’aria, bensì dalla variazione della quantità di luce disponibile. È la conclusione degli studiosi dell’università La Sapienza di Roma. Gli esperti hanno verificato che la riduzione delle ore di luce in autunno, o viceversa l’allungamento delle giornate in primavera, influisce su un complesso meccanismo fisiologico mediato dalla melatonina. L’ormone prodotto dall’ipofisi varia, infatti, la sua concentrazione sulla base dell’alternanza delle ore di buio e di luce: durante le ore notturne si accumula con maggiore frequenza mentre decresce nel corso della giornata. In autunno e in primavera quindi non deve preoccupare la perdita dei capelli: è un fenomeno fisiologico che l’organismo compie da sempre per rinnovarsi. Ed è più o meno ciò che avviene anche negli animali e nelle piante: i primi, quando cambiano la pelle (per esempio i serpenti); i s…

Il gatto in casa tiene lontane le allergie

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I bambini con in casa un gatto si ammalano meno degli altri di allergie, asma e raffreddore da fieno. È la conclusione di uno studio effettuato a Monaco di Baviera, presso l’Istituto Social Pediatrics and Adolescent Medicine. Rudiger von Kries ha seguito 8.216 bambini tra i 5 e i 7 anni, constatando che, i piccoli con in casa una gatto dalla nascita, presentano il 67% di possibilità in meno della media di sviluppare un attacco d’asma allergica. Mentre il rischio di ammalarsi di raffreddore da fieno è del 45% inferiore a quello degli altri bambini. Secondo gli esperti è il contatto con i peli dell’animale a rendere il sistema immunitario dei piccoli più resistente agli allergeni.

I numeri dell'allergia:Il 30% della popolazione europea soffre di allergia10 milioni di italiani soffrono di allergiaNel 2015 oltre il 50% della popolazione europea soffrirà di allergia Nel mondo i bambini australiani (83%) sono quelli più colpiti da allergie, seguiti da quelli inglesi (79%) e dagli italian…

Van Turco: il gatto amante dell'acqua

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Per secoli si è tuffato nel grande lago di Van a 1.700 metri di quota sul livello del mare nella Turchia sud orientale. Per cacciare i pesci e per il semplice gusto di rinfrescarsi. Si chiama Van Turco e rappresenta l’unica razza di gatti al mondo che nell’acqua si trova meglio che in qualunque altro posto. L’occidente lo ha conosciuto per la prima volta nel 1955 grazie a due turiste inglesi, Laura Lushington e Sonia Halliday. Le sue caratteristiche lo rendono in assoluto il gatto più particolare del pianeta. Nuota con disinvoltura e soprattutto caccia i pesci con l’abilità di una lontra. Contraddistinto da un carattere docile, più simile a quello di un cane che non a quello di un felino, il Van Turco – detto anche gatto di Allah - è molto affettuoso e premuroso nei confronti del padrone, contrariamente ai suoi simili più individualisti e menefreghisti. L’animale presenta un mantello bianco, candido, con striature rossastre e ha una coda soffice e molto folta. Non sopporta gli intrusi…

Piante ogm contro le mine antiuomo

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Piante geneticamente modificate contro le mine antiuomo. È la proposta di un gruppo di ricercatori dell’università di Alberta in USA, in collaborazione con vari membri dei Dipartimenti della Difesa di Canada e Stati Uniti. Gli scienziati intendono modificare l’assetto genetico di alcuni vegetali, per renderli sensibili alla presenza di materiali esplosivi nel terreno. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite sono circa 110milioni le mine antiuomo ancora presenti nel mondo, e 15mila le persone che ogni anno rimangono uccise o mutilate. La tecnica si basa sulla capacità di batteri e di altri microrganismi di opporsi alla presenza di elementi esplosivi come il tritolo. Gli esperti intendono prelevare del materiale genetico da questi esseri viventi per “impiantarlo” in quello dei vegetali selezionati per l’esperimento. In seguito - i semi prodotti dalle piante geneticamente modificate - verrebbero distribuiti nelle aree “calde” del pianeta con l’impiego di elicotteri. Se tutto andrà come pr…

Nuovo test nucleare. La Corea del Nord sfida il mondo

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Nuovo test nucleare dopo quello dell’ottobre 2006. La Corea del Nord lo ha effettuato poche ore fa (insieme al lancio di un nuovo missile). Secondo l’agenzia Kcna sarebbe una ritorsione contro la condanna dell’Onu per il lancio in orbita del missile-satellite il 5 aprile da parte di Pyongyang, finito nel mar del Giappone a 270 chilometri dalla prefettura di Akita, e nel Pacifico, a 1.200 chilometri di distanza dalla costa nipponica. “D’accordo con la richiesta dei nostri scienziati e tecnici, la nostra Repubblica ha condotto con successo un test nucleare sotterraneo il 25 maggio, come parte delle misure volte a rafforzare le sue capacità nucleari di autodifesa – ha rivelato un funzionario nordoreano alla Kcna. Conferma il test nucleare anche il ministero della Difesa russo, benché non sia ancora trapelato il punto esatto dell’esplosione. Secondo l’agenzia Yonhap - il test nucleare - avrebbe provocato un terremoto artificiale di magnitudo di 4,5 gradi: in Italia erano le tre di notte. …

Australiani: più "giovani" del previsto

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L’uomo di Mungo, lo scheletro umano più antico mai trovato in Australia, è molto più “giovane” del previsto. È quanto emerge da un recente studio pubblicato sulla rivista Nature da Berts Roberts dell’Università di Wollongong. L’uomo di Mungo sarebbe vissuto 40mila anni fa (contro i 60mila delle precedenti ipotesi), in una regione verde e ricca di selvaggina; la stessa oggi trasformata dal clima attuale in una regione deserta e poco abitata. Questo studio annulla l’ipotesi formulata qualche anno fa da vari ricercatori, secondo la quale l’uomo di Mungo è figlio di una linea filetica indipendente dall’Homo sapiens. Ecco l’articolo originale apparso nel 2001 su Science & Vie.

Un homme d’Australie plus ancien que l’ancêtre africain?

En 2000, des anthropologues australiens ont trouvé un squelette d’un homme vieux de 60.000 ans. On l’a baptisé l’homme de Mungo du nom du lac australien près duquel on l’a découvert. Les chercheurs lui ont soutiré de l’ADN mitochondrial (ADNmt). L’ADNmt de l’…

"Nymphea Water": per vincere la sete nel mondo estraendo acqua dolce dalle profondità marine

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Combattere la sete nel mondo con le riserve di acqua dolce contenute nei mari e negli oceani. È la proposta della società francese “Nymphea Water”. Gli esperti dell’ente transalpino hanno sviluppato uno strumento particolare – battezzato “tulipe” (dalla forma a tulipano) – che posizionato in corrispondenza di sorgenti d’acqua dolce sottomarine, è in grado di pompare in superficie le risorse idriche desiderate. Il sistema funziona grazie ad apposite pompe che convogliano l’acqua estratta dalle profondità marine all’interno di boe, dalle quali dipartono tubature collegate alla terraferma. L’immagazzinamento di acqua dolce nelle profondità dei mari avviene soprattutto nelle regioni costiere, all’interno di substrati geologici tipicamente calcarei (in cui l’affioramento di acqua capillare avviene con maggiore facilità che non in altre strutture rocciose). La proposta francese ha già trovato conferma della sua validità in un impianto attivo al largo di Ventimiglia, nei pressi di una sorgen…

Sale da cucina in cielo per combattere l'effetto serra

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È l’idea di un illustre scienziato del Ncar (National Centre for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado), Tom Choularton: combattere l’effetto serra spargendo nel cielo ingenti quantità di cloruro di sodio, composto altrimenti noto con il nome di sale da cucina. Al progetto stanno lavorando dei ricercatori dell’università di Manchester. La proposta di Choularton parte dal presupposto che le nubi sono aggregati di minuscole gocce d’acqua o di piccoli cristalli di ghiaccio che si accumulano attorno a un nucleo (detto nucleo di condensazione), e che in determinate condizioni atmosferiche (situazioni meteorologiche non particolarmente instabili, lento scorrimento di aria calda su aria fredda), contribuiscono pesantemente al surriscaldamento globale; ciò si verifica soprattutto quando i nuclei di condensazione si accrescono molto lentamente, e portano alla formazione di nuvole sottili e diafane che lasciano passare i raggi del sole. Gli scienziati pensano quindi di poter intervenire …

Faringiti, emorroidi, cefalee: le malattie curabili con l'automedicazione

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Automedicazione. Un modo per curarsi senza dover necessariamente ricorrere al medico (e quindi alla ricetta). Il fenomeno coinvolge annualmente il 67% degli italiani. Ogni tre mesi si autocura più di un italiano su due e in un mese il 41% degli abitanti del Belpaese. Sono alcuni dei dati rilasciati da Anifa (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione) in occasione della presentazione della campagna “Automedicazione: l’unica ricetta è l’attenzione”. “L’automedicazione è in grado di dare un supporto rilevante alla gestione della salute dei cittadini – spiega Enrico Allievi, direttore di Anifa -. Naturalmente tale pratica va esercitata in maniera responsabile, esclusivamente con i farmaci senza obbligo di ricetta e considerando alcune avvertenze”. Ma quali sono le malattie curabili con l’automedicazione? Per esempio si può combattere la faringite, infiammazione della gola di origine virale o batterica, spesso accompagnata dal raffreddore. Nelle forme più liev…

Leptina: l'ormone che vince l'osteoporosi

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Prevenire l’osteoporosi sfruttando l’azione dell’ormone ‘leptina’, implicato nella regolazione del peso corporeo e nell’attività delle gonadi. È il risultato che è stato ottenuto da Gerard Karsenty del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas. La leptina, spiegano gli scienziati, è stata scoperta nel 1994, e sembra avere un ruolo importante nei processi che interessano lo sviluppo dello scheletro. Partendo dal presupposto che l’osteoporosi è principalmente dovuta al riassorbimento del tessuto osseo da parte degli osteoclasti (cellule giganti, plurinucleate, che erodono l’ossatura), si è visto che l’ormone è in grado di intervenire efficacemente su questa cellule, inibendo l’intero processo che porta al progressivo ‘assottigliamento’ dello scheletro. In particolare la leptina per compiere questa azione produce segnali chimici specifici e un neuropeptide chiamato ‘Cart’. Studi condotti sulla leptina hanno inoltre provato che la sua azione terapeutica è utile anche per combattere …

Quando l'età (in campo medico) fa la differenza

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Quando si è ammalati è meglio affidarsi alle cure di un medico giovane o anziano? La risposta arriva da un team di ricercatori della Harvard Medical School: contrariamente a quanto si possa immaginare, il consiglio degli studiosi statunitensi è quello di rivolgesi a specialisti giovani, meglio ancora se neolaureati. Secondo gli scienziati, i giovani, oltre ad avere una mente più fresca e più ricettiva (e quindi più rapida nei ragionamenti e nelle decisioni da prendere), sono a anche più informati e preparati dei colleghi più in là con gli anni. I dati diffusi dai ricercatori di Harvard, relativi a uno studio condotto nel 2000 dall’American Board of Internal Medicine, dicono che trovarsi nella mani di un neolaureato aumenta del 10% le chance di sopravvivenza per chi ha subito un infarto rispetto a chi, nelle medesime condizioni, viene seguito da un cardiologo anziano. Gli esperti ritengono che, in pratica, l’agilità mentale e l’aggiornamento quotidiano relativo alle ultime scoperte in …

Life on Earth may have started 4,4billion years ago, according to asteroid study (La vita sulla Terra? Risale a 4,4 miliardi di anni fa)

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Underground microbes survived the multiple impacts, which only scorched part of the planet's surface and went on to thrive as water temperatures increased, scientists found. This helped life's emergence and early diversification, according to researchers who have modelled how the Earth's crust changed during this time. Although many believe the bombardment, which is believed to have lasted for up to 200 million years, would have sterilised Earth, the new study shows it would have melted only a fraction of it and that microbes could well have survived in underground habitats, insulated from the destruction. Dr Oleg Abramov, of Colorado University, said the findings suggest the microbes could date back to well before the asteroid storm. "These new results push back the possible beginnings of life on Earth to well before the bombardment period 3.9 billion years ago. "It opens up the possibility that life emerged as far back as 4.4 billion years ago, about the time t…

"Pirenzepina": il primo farmaco in grado di bloccare la miopia

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Un farmaco in grado di bloccare la miopia. Si chiama “Pirenzepina” ed è stato testato con successo dai ricercatori del US Pirenzepine Study. Gli esperti hanno condotto gli studi su un campione di bambini di età compresa tra gli 8 ed i 12 anni con difetti diottrici variabili da – 0,75 a – 4 diottrie e un astigmatismo di una diottria o meno. Per un anno metà dei pazienti ha assunto un gel oftalmico a base di Pirenzepina per due volte al giorno, mentre la restante parte è stata trattata senza medicine. Dopo dodici mesi i ricercatori hanno osservato un aumento medio della miopia di 0,26 diottrie nel primo gruppo e di 0,53 nel secondo. (L’11% dei pazienti trattati con Pirenzepina ha interrotto lo studio, il 4% a causa di effetti indesiderati). La miopia è un difetto di rifrazione, ossia un difetto del sistema che mette a fuoco le immagini. È molto frequente, si calcola che in Italia circa 12milioni di persone ne siano colpite. Nell’occhio normale, emmetrope, i raggi luminosi che provengono…

Fra Parkinson e Alzheimer: la misteriosa sindrome di "Lewy Body"

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È una malattia poco nota e di cui non si conosce una cura efficace, ma che rappresenta addirittura il 15% di tutte le malattie neurodegenerative. Gli scienziati e i medici spesso la confondono con il morbo di Parkinson o con la malattia di Alzheimer: assomiglia molto alla prima, ma ne differisce per via di sintomi riconducibili a fenomeni psicotici che nel Parkinson di solito non sussistono. Il riferimento è alla cosiddetta sindrome ‘Lewy Body’, una patologia neurodegenerativa caratterizzata dalla formazione di corpuscoli circolari all’interno del citoplasma delle cellule neuronali, i ‘corpi di Lewy’ (dallo scienziato F.H. Lewy che per primo li descrisse per primo nel 1912), identificabili correttamente solo in seguito a un’autopsia. Stefano Ruggieri, ordinario di clinica neurologica presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma spiega specificatamente che nella sindrome “Lewy Body” le psicosi sono di natura persecutoria o di gelosia, e che norma…

Il segreto per vivere il più a lungo possibile? L'anonimato

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Secondo un team di ricercatori dell’università di Liverpool la longevità è inversamente proporzionale alla fama: tanto più si vive nell’anonimato, tanto maggiori sono le chance di campare più a lungo. Ciò vale soprattutto per chi acquisisce notorietà in campo artistico. Per arrivare a questo risultato gli scienziati hanno passato al setaccio le biografie di oltre mille artisti e cantanti americani ed europei in attività dagli anni Cinquanta ad oggi. Ciò che emerge lascia di stucco: l’età media degli artisti americani è di 42 anni, di 35 quella degli europei. Sono valori evidentemente assai inferiori a quelli della popolazione media generale, dove è risaputo, la donna vive oltre gli 80 anni, l’uomo intorno ai 75. Ma in che modo la celebrità influisce negativamente sulla longevità? Secondo gli studiosi chi diventa famoso è più facilmente vittima di vizi come l’alcol e la droga, e più spesso si abbandona a comportamenti autodistruttivi. In particolare le ricerche pubblicate sul Journal o…

"Donna al volante, pericolo costante": adesso c'è anche la spiegazione scientifica

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Date un’occhiata al dito indice di vostra moglie o della vostra fidanzata. Se vedete che la sua lunghezza è maggiore di quella dell’anulare, non affidatele mai la vostra macchina: in particolare evitate di farle fare parcheggi. Secondo un team di ricercatori tedeschi infatti chi possiede un indice troppo lungo significa che non è in grado di calibrare opportunamente lo spazio intorno a sé, e quindi non è nemmeno capace di compiere tutte quelle azioni che richiedono l’abilità di saper ‘misurare’ istintivamente luoghi e oggetti, tra cui guidare: dunque il detto ‘donna al volante, pericolo costante’ ha ora anche una spiegazione scientifica. Dallo studio pubblicato sulla rivista specializzata Ärztliche Praxis risulta che la lunghezza del dito indice rispecchia la quantità di testosterone presente in un organismo, l’ormone maschile che controlla il pensiero spaziale. Le donne ne possiedono in genere pochissimo, ed è per questo che a guidare e, di conseguenza a parcheggiare, sono tendenzial…

Troppa Coca Cola fa male ai muscoli e ai polmoni

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Attenzione a esagerare con la Coca Cola e con altre bibite contenenti zuccheri e caffeina. Secondo un team di studiosi del Cleveland VA Medical Centre (Ohio), consumarne troppe (più di un litro al giorno per vari anni) porta a un repentino abbassamento dei livelli di potassio nel sangue. La conseguenza? Debolezza, attività muscolare al minimo, problemi respiratori. Nello specifico il fenomeno prende il nome di ipokaliemia. Lo studio pubblicato sull’International Journal of Clinical Practice porta l’esempio di un agricoltore australiano abituato a bere dai 4 ai 10 litri di Coca Cola al giorno. L’uomo è stato recentemente ricoverato d’urgenza in ospedale con gravi disturbi polmonari causati appunto dalla carenza di potassio nel sangue. Sostanzialmente contrari alle affermazioni degli studiosi dell’Ohio ci sono i tecnici della British Soft Drinks Association i quali rivelano alla BBC che “il consumo moderato di cola è completamente sicuro”.

Ictus: una nuova soluzione dagli Usa

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Una nuova soluzione per combattere l’emorragia cerebrale ICH, tra le forme di ictus più gravi e invalidanti. Consiste nella somministrazione di un particolare agente emostatico, chiamato rFVIIa. Quest’ultimo, impiegato tempestivamente, ha la capacità di ridurre l’espansione degli ematomi, prerogativa di tutte le forme emorragiche che coinvolgono l’organo cerebrale, e quindi di salvare la vita a molti pazienti. La notizia, frutto di una ricerca condotta su 399 individui, è stata diffusa sulle pagine del New England Journal of Medicine (NEJM), dagli studiosi del Columbia University College of Physicians and Surgeons di New York. L’emorragia ICH, detta anche intracerebrale, si sviluppa in aree precise del cervello, come il cervelletto e i gangli della base. La causa più comune della malattia è l’alta pressione sanguigna (ipertensione) o la preesistenza di una malformazione vascolare come un aneurisma o un angioma. L’aneurisma è una dilatazione circoscritta delle arterie, che si sviluppa …

Ida the possible missing link between men and apes

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Scientists in New York unveiled Tuesday the skeleton of what they said could be the common ancestor to humans, apes and other primates. The tiny creature, officially known as Darwinius masillae, but dubbed Ida, lived 47 million years ago and is unusually well preserved, missing only part of a leg, or five percent of the skeleton. The finding, described Tuesday in the PloS ONE scientific journal, was displayed at a press conference at New York's Natural History Museum, and is due to be the subject of a documentary on the History Channel, BBC and other broadcasters. Organizers said that scientists led by Norway's fossil expert, professor Jorn Hurum, worked for two years on Ida, first discovered in 1983 by private collectors who failed to understand her importance -- and split the bones into two lots. The monkey-like creature was preserved through the ages in Germany's Messel Pit, a crater rich in Eocene Epoch fossils. Although bearing a long tail, she had several human chara…

I misteri di Urania, lago sottomarino nel cuore del Mediterraneo

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Studiosi milanesi individuano nel cuore del Mar Mediterraneo un luogo simile a quello in cui si originò la vita sulla Terra più di tre miliardi di anni fa. Si tratta di un bacino anossico, ipersalino, ricchissimo di metano, situato a 3.500 metri di profondità. Battezzato Lago sottomarino Urania, ospita batteri che vivono in condizioni assolutamente inospitali, del tutto simili appunto a quelle che dovettero contraddistinguere il pianeta all’inizio della sua storia biologica. Le forme di vita individuate vengono dette “estremofile” e vivono grazie alla “dark energy”, una forma di energia chimica indipendente dalla luce e dai processi fotosintetici. La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano, guidati da Daniele Daffonchio e Sara Borin del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche della Facoltà di Agraria, in collaborazione con nove altri gruppi di ricerca italiani ed europei e sarà presto pubblicata su PNAS.