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Visualizzazione dei post da Agosto, 2010

Intervista a Michael Pollan

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Michael Pollan, 55enne americano, è scrittore, giornalista, naturalista e professore di giornalismo alla University of California di Berkeley. È diventato celebre con “Il dilemma dell'onnivoro” (The Omnivore's Dilemma), libro dedicato ai tanti misteri che circondano l'industria alimentare, e giudicato dal New York Times fra i migliori cinque libri del 2006

Marzo 09, slowfood.com
L'AGRICOLTURA SOSTENIBILE È IN GRADO DI NUTRIRE IL MONDO?
In realtà non lo sappiamo perché non ci abbiamo ancora provato. In ogni caso, così come ci poniamo il problema di un futuro industriale con meno combustibili fossili, dovremmo anche iniziare a pensare al modo migliore per produrre cibo rispettando l'ambiente. Ci sono numerose indicazioni per farlo.
PER ESEMPIO?
Abbiamo analizzato l'attività di piccole fattorie che risultano più produttive delle grandi aziende. È stato possibile appurare che le poli-colture - che richiedono meno combustibile - possono produrre più cibo vero. Va te…

Trivella, ecoscandaglio, batiscafo. I mezzi per la caccia al tesoro

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BATISCAFO

È un piccolo sommergibile ad auto propulsione. Viaggia a 1-3 nodi, grazie all'azione di batterie di accumulatori in grado di assicurare un'autonomia da tre a dieci ore. È costituito da due elementi principali: uno scafo leggero, con compartimenti stagni pieni di gas o liquidi con densità inferiore a quella dell'acqua per consentire il galleggiamento, e uno scafo resistente, rappresentato da una cabina sferica di acciaio, con pareti spesse da dieci a diciotto centimetri; in quest'ultima sede sono ubicate tutte le apparecchiature di comando. “Alvin” viene utilizzato nel 1986 per fotografare il relitto del transatlantico Titanic, affondato nel 1912 al largo dell'oceano Atlantico, dopo una collisione con un iceberg. Il batiscafo “Trieste II” della Marina militare USA, consente invece di raggiungere - il 23 gennaio 1960 – i 10.916 metri di profondità della Fossa delle Marianne, sopportando una pressione di 1,17 tonnellate su centimetro quadrato, pari a circa …

Coloranti alimentari? Meglio evitare se il bimbo ha meno di 3 anni

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Coloranti e aromi artificiali negli alimenti? Meglio evitare se il bimbo ha meno di tre anni. Queste sostanze possono, infatti, creare problemi di natura allergica e alterazioni comportamentali. Inoltre creano dipendenza: il piccolo abituato ad assumere cibi e bevande contenenti questi principi attivi, crescendo continuerà a farlo, nutrendosi male e aprendo la strada a patologie come diabete, ipertensione e obesità. Reazioni allergiche sono state riscontrate, per esempio, con coloranti a base di tartrazina (colorante giallo definito dalla sigla E102). La sostanza abbonda nelle bevande gassate, nelle caramelle, ma anche nella frutta e nelle marmellate. Ci possono essere eruzioni cutanee, congestione nasale, e orticaria. Nei casi più gravi possono comparire mal di testa ed edemi. Il carminio (E120) conferisce la colorazione rossa a molti prodotti industriali come i succhi di frutta e gli yogurt. Le allergie in questo caso si manifestano spesso a livello orale con la comparsa di gonfiore…

Zanne più piccole per difendersi dai cacciatori di frodo

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Gli elefanti, per difendersi dal bracconaggio, modificano il proprio assetto genetico, potenziando il gene che inibisce la crescita delle zanne; più grosse sono, infatti, maggiore è il rischio che un esemplare cada vittima dei cacciatori di frodo. Sono le conclusioni di Zhang Li, professore di zoologia presso l’Università Normale di Pechino. Secondo lo studioso, inoltre, nascono sempre più elefantesse, e anche questo sarebbe uno stratagemma messo in atto dai proboscidati per salvaguardare la specie, visto che le femmine sono prive dei caratteristici denti. Le statistiche parlano di un rapporto fra maschi e femmine cambiato, e passato da 1 a 2 a 1 a 4 in Cina, e a 1 a 100 in India. Gli studi di Zhang Li si sono concentrati in special modo sull’elefante indiano (Elephas maximus), con l’elefante africano (Loxodonta africana), unica specie sopravissuta all’ordine Proboscide; nel passato appartenevano a questo ordine più di 350 diverse specie che si sono però estinte. L’elefante indiano è…

Chi sei? Scoprilo sull'ultimo numero di OkSalute

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CACCIA AL TESORO

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TESORO DELLA BAIA DI VIGO

Il 22 settembre 1702, nella baia di Vigo, al largo delle coste spagnole, si affrontano la flotta anglo-olandese, comandata dall'ammiraglio George Rooke, e quella franco-spagnola, con a capo Francois Louis Rousselet. I franco-spagnoli avanzano con diciannove galeoni carichi di oro e gioielli. Ma gli anglo-olandesi sono più forti e alla fine hanno la meglio: sedici galeoni affondano, trasportando con sé il gigantesco bottino accumulato nelle Americhe. Oggi, su una secca non molto profonda, sepolto sotto una spessa coltre di sabbia, giace da più di 300 anni il cosiddetto "tesoro della baia di Vigo": numerosi i tentativi di recupero, ma, per il momento, c'è riuscito solo Nemo, il personaggio di fantasia inventato da Jules Verne.

TESORO DELL'ARIZONA

Quando si viene a sapere che fra i monti a est di Phoenix si nasconde l'oro, l'Arizona viene presa d'assalto da avventurieri e uomini in cerca di fortuna. Il messicano Don Miguel Peralt…

I TESORI DI NAPOLEONE: verità e leggende della ritirata di Russia

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«Amica mia, ti scrivo da Mosca, dove sono arrivato il 14 settembre. La città è grande come Parigi. Ci sono seicento campanili e più di mille bei palazzi, è proprio fornita di tutto. La nobiltà è partita, hanno costretto anche i mercanti a partire, il popolo è rimasto. La mia salute è buona, il raffreddore è passato. Il nemico si ritira, a quanto pare, su Kazan. Questa bella conquista è il risultato della battaglia della Moscova». Con queste parole cariche di entusiasmo Napoleone si rivolge a Maria Luisa d'Austria - consorte del condottiero francese - all'indomani della conquista della capitale russa. In realtà non c'è quasi nulla di vero in questa missiva: Mosca in pochi giorni s'è trasformata in una distesa deserta di vagabondi ed ex carcerati, prima di essere consumata dalle fiamme appiccate dagli uomini della polizia locale, per privare di ogni approvvigionamento gli invasori. È stato il governatore militare Fedor Rostopcin a ordinare di evacuare la città e di porta…

Ecco perchè chi è colpito dalla sindrome di Williams non ha paura di nessuno

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Riguarda una persona su 20mila ed è una delle patologie mentali più atipiche che si conoscano. Chi ne è colpito anziché sviluppare un carattere introverso, apatico, passivo, e scarsamente socievole - come spesso accade in altre malattie della mente tipo la schizofrenia e l’autismo - è attratto dagli altri e inoltre non teme niente e nessuno. Il problema è dovuto alla mancanza di 21 geni sul cromosoma sette che determina un cattivo funzionamento dell’amigdala, organo coinvolto nella risposta alla paura e nell’analisi delle minacce provenienti dall’ambiente circostante. L’ultima notizia in merito alla cosiddetta sindrome di Williams (scoperta ufficialmente nel 1961) giunge da esperti dell’Istituto Nazionale di Salute Mentale degli Stati Uniti che, tramite la risonanza magnetica, sono riusciti a comprendere a fondo i meccanismi cerebrali alla base del male, fino ad oggi sconosciuti. Secondo i ricercatori questo consentirà di far maggior chiarezza sulla patologia ed eventualmente di svilu…

Uova più resistenti, grazie a una dieta a base di cozze

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Una dieta a base di gusci di cozze e bivalvi per ottenere uova più resistenti e così evitare che si rompano. È lo stratagemma evolutivo adottato dai pinguini di Magellano, spesso nella condizione di non riuscire a trovare un luogo sufficientemente riparato per la deposizione. Le ricerche sono state compiute dagli studiosi dell’Università di Washington. Gli esperti hanno visto che le conchiglie presentano alti tassi di calcio, elemento indispensabile per irrobustire la struttura esterna delle uova, e che durante la fase di accoppiamento le femmine - in particolare - ne assumono in grosse quantità. Le analisi rivelano che, in media, il guscio delle uova è più spesso del 50%, rispetto a quanto ci si dovrebbe attendere dalle loro dimensioni. I pinguini di Magellano presentano dei picchi riproduttivi, ma la deposizione avviene tutto l’anno. I maschi raggiungono la riva all’inizio della stagione degli amori, e qui vengono presto raggiunti dalle femmine, attratte dai luoghi di accoppiamento …

Spigolature Scientifiche in vacanza per qualche giorno...

Cari lettori,

solo per dirvi che sono per qualche giorno in vacanza. Sto studiando la flora friulana e vari molluschi tipici del litorale. Leggo intanto l'ultimo numero delle Scienze: c'è un servizio molto interessante dedicato al tempo. Ancora una volta si parla dell'inesistenza del tempo, argomento a dir poco affascinante: ne parlavano i filosofi greci, e oggi i fisici di mezzo mondo. Siamo a una svolta? In attesa di formulare la legge del "tutto" e di individuare il bosone di Higgs, vi saluto augurandovi buone vacanze.

P.s. Non sento minimamente la mancanza di internet (e del cellulare): un buon motivo per credere che non sono ancora morbosamente dipendente dalla Rete. Per fortuna. Invio questo post e vado avanti a disintossicarmi fino a domenica!

L'aria delle stalle fa bene alla salute

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Allevare le mucche tiene lontano il rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni. Lo annuncia Coldiretti, riferendosi a uno studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology e condotto in Italia da un gruppo di ricercatori internazionali guidati da Giuseppe Mastrangelo dell’Università di Padova. Gli esperti hanno evidenziato, su un campione di 2561 allevatori di bovini da latte in Veneto, seguito per un periodo compreso tra il 1970 e il 1998, che gli individui che hanno abbandonato il lavoro nelle stalle per dedicarsi ad altre occupazioni, sono stati maggiormente colpiti da tumore ai polmoni; da ciò gli studiosi hanno dunque dedotto che chi alleva bestiame rischia meno di ammalarsi della patologia polmonare, rispetto a chi presta servizio nell’industria o in altri settori. Si è inoltre potuto constatare che tanto maggiori sono i capi di allevamento in possesso di un determinato allevatore, e tanto minori sono per lui i pericoli di subire neoplasie all’apparato respiratorio. Ma quel…

I difetti femminili che piacciono agli uomini

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Donne imparate ad apprezzare i vostri difetti fisici perché proprio da essi potrebbe dipendere la vostra felicità in amore. È ciò che emerge da una ricerca condotta da esperti dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma. Gli studiosi hanno evidenziato che difetti fisici considerati dalle donne insormontabili come la cellulite e il sedere grosso, il seno poco sviluppato o l’eccessiva pelosità della zona puberale, in realtà corrispondono ad aspetti estetici che gli uomini apprezzano molto e che addirittura utilizzano per vivere al meglio la propria sessualità. Il sedere "abbondante" di una donna per un maschio è molto accattivante: affondare le mani nelle morbide curve femminili gli procura, infatti, un intenso piacere. In particolare, la psicoterapeuta Roberta Rossi, a capo dello studio, ritiene che, in generale, le rotondità femminili ricordano all’uomo “l’accoglienza materna, la sicurezza del rifugio”. Discorso analogo per la cellulite, contro la quale le donne fanno di tu…

EDILIZIA AMBIENTALE

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Costruire le case con i mattoni riciclati e in questo modo ridurre del 70% i prodotti di scarto accumulati nelle discariche. È l'iniziativa dei ricercatori della Scuola di Calcolo e tecnologia della University of East London (in collaborazione con la società di consulenze ambientali Nustone). Il primo impianto in grado di convertire i rifiuti domestici, i fanghi da dragaggio, i fanghi depurati, e le ceneri residue degli inceneritori in materiali da costruzione è già attivo all’interno dell’ateneo. La sua azione di basa sulle più moderne tecniche di trattamento termico: è costituito da un forno rotante cosiddetto “Trefoil” e da componenti in grado di ridurre al minimo le perdite di calore come rivestimenti in lega speciale e guaine in materiale fibroso isolante: “Con questo impianto – rivela John Newman, direttore di Nustone e presidente della Concrete Society – si compie un notevole passo avanti nella produzione di inerti da materiale riciclato, un’attività che negli ultimi anni n…

Agosto 2010: il "brillantare" di Venere a Ovest

Lo sbadiglio ci prepara all'azione

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Fino a oggi si credeva che lo sbadiglio servisse semplicemente a ossigenare il cervello e quindi a comunicare all’organismo che è ora di andare a dormire: il primo ad avanzare una simile ipotesi fu Ippocrate nel 390 a.C. Ma ora una nuova teoria formulata da studiosi americani della Drexel University di Philadelphia afferma sostanzialmente il contrario, ovvero che esso serve soprattutto a preparare l’organismo all’azione. In particolare gli esperti ritengono lo sbadiglio un aspetto della fisiologia umana che abbiamo ereditato dalle prime forme di ominidi, nelle quali serviva ad avvertire che era giunto il momento di mettersi in moto per andare a caccia. Gli studiosi statunitensi hanno osservato che anche nell’uomo moderno lo sbadiglio anticipa determinate circostanze in cui ci si prepara all’azione: il riferimento è per esempio ad atleti, direttori di orchestra, e paracadutisti che prima di affrontare i rispettivi impegni sbadigliano. Secondo i ricercatori con lo sbadiglio si introduco…

Americani di 50mila anni fa

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Quando l’uomo giunse per la prima volta sul continente americano? 50mila anni fa: è la risposta data da un team di ricercatori statunitensi della Carolina del Sud. Essi affermano di aver ritrovato i resti di un focolare che risalirebbe, secondo le analisi effettuate con il metodo del radiocarbonio, al Pleistocene. Ma non tutti gli scienziati sono d’accordo. C’è infatti chi sostiene che si tratti di un semplice fuoco di origine naturale, che nulla avrebbe a che vedere con l’attività umana. Secondo le fonti ufficiali l’Homo sapiens varcò lo stretto di Bering intorno ai 13–14 mila anni fa. Le prove di ciò sarebbero attestate dalla primissima cultura americana (detta di Clovis) fiorita all’inizio dell’Olocene presso numerose località statunitensi.

I segreti per cuccare in vacanza

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Agosto, tempo di relax, castelli sabbia, nuotate al largo e… scappatelle. Ecco, dunque, le quattro regole fondamentali per essere sicuri di riuscire a portare a termine con successo un corteggiamento: 1. Farsi notare; 2. Approcciare con garbo il "partner" designato, senza dare l'impressione di voler a tutti i costi guadagnare un'intima uscita a due; 3. Esaltare le caratteristiche del proprio genere sessuale (in un maschio, per esempio, il coraggio, in una donna, la dolcezza); 4. Suscitare nell'altro/a il desiderio di andare avanti a conoscersi. Le ha proposte - riferendosi alla stagione estiva in cui i corteggiamenti (e i tradimenti), raggiungono numeri notevoli - David Givens, noto antropologo statunitense docente presso il Department of Communication Arts alla Gonzaga University. Lo studioso afferma che di solito è la donna a iniziare un corteggiamento, lanciando occhiate di sottecchi, facendo scorrere la lingua sulle labbra, accarezzandosi il collo o le spalle…

Interferometria, tsunami, materia oscura, sull'ultimo numero di Newton in edicola

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