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Visualizzazione dei post da Settembre, 2010

IL FASCINO DELLE LEGGENDE METROPOLITANE

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Il cane infilato in un forno a microonde per farlo asciugare. Coccodrilli che si aggirano minacciosi per le fogne di Milano. Senzatetto che vanno per la prima volta dal dentista e tra le gengive gli vengono scoperti tanti piccoli vermiciattoli. Film erotici criptati visibili scuotendo velocemente davanti agli occhi uno scolapasta. Sono solo alcune delle numerosissime leggende metropolitane che da tempo costellano l’immaginario collettivo degli italiani, e che ora per la prima volta sono state meticolosamente recuperate e archiviate. Protagonista dell’iniziativa è un etnologo di Innsbruck, Wolfgang Morscher, il quale ha reso noto il frutto del suo lavoro, ben 14mila favole classiche della cultura contemporanea mondiale, sul sito internet www.sagen.at. Nel sito, disponibile in lingua tedesca e inglese, le leggende urbane vengono raccolte in sezioni. È possibile far visita alla sezione dedicata alle leggende moderne (ce ne sono 387), a quelle tradizionali comprendenti i miti di sempre (9…

Scoperte le dorsali oceaniche a crescita lenta

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Le hanno battezzate dorsali a crescita lenta. E corrispondono a quelle aree sottomarine, dove lo sviluppo di nuova crosta terrestre avviene con calma e sporadicità: rispetto a quelle tradizionali (come la dorsale medio-atlantica e quella del Pacifico orientale) dove le eruzioni sono invece frequenti, e la formazione di nuova crosta è un fenomeno misurabile nel tempo. Questo tipo di strutture geologiche sono caratterizzate da un magmatismo peculiare, e da un numero limitato di coni vulcanici. Il magma è contrassegnato da elevate quantità di sodio e potassio: elementi di solito scarsamente presenti nei substrati delle altre catene sottomarine. I vulcani si trovano spesso molto distanti gli uni dagli altri. Le tracce di eruzioni sono insignificanti e la quantità di rocce provenienti dal mantello è minima. Secondo gli esperti rappresentano il 40% delle dorsali oceaniche di tutto il pianeta. E complessivamente misurano 20mila chilometri. Lo studio è stato condotto dal geologo marino Henry …

A Torino con Newton per parlare di tecnologie digitali al servizio del patrimonio culturale

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Newton, autorevole mensile di divulgazione scientifica sarà presente alla prossima edizione di DNA Italia, salone dedicato alle tecniche (tecnologie e metodologie) per la conoscenza, conservazione, fruizione e gestione del Patrimonio Culturale. DNA Italia è un luogo di incontro e di confronto. L'occasione ideale per imprese, istituzioni, istituti di formazione ed eccellenze professionali che operano in ambiti differenti per conoscersi e riconoscersi come appartenenti a una stessa filiera - esistente ma mai prima d'ora espressa e fatta emergere - e per dare visibilità ai progetti, ai materiali e alla tecnologia applicata, in uno spazio espositivo progettato per valorizzare al massimo contenuti ed esperienze. All'interno del Salone, Sabato 2 ottobre dalle 16.00 alle 18.00 Newton organizza l'incontro: QUANDO IL VIRTUALE E' PIU' REALE DELLA REALTA' (moderato da Federico Pedrocchi, scientific advisor della testata). In questo seminario affronteremo il tema della…

Generosi si nasce e... si diventa

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La generosità è una bella prerogativa dell'essere umano, consolidata dopo millenni di evoluzione per uno scopo ben preciso: consentire il proseguo della specie. Se oggi gli uomini dominano il pianeta è anche perché nel corso della loro storia hanno imparato a "dare" senza necessariamente avere qualcosa in cambio. È vero che, con i tempi che corrono, una simile virtù del genere umano suona piuttosto strana, o perlomeno non fa notizia, tuttavia la generosità è insita in noi e - ci si può scommettere - proseguirà finché l'Homo sapiens sapiens andrà avanti nella sua corsa. Oggi si discute di generosità perfino riflettendo sulle dinamiche che ci consentiranno (?) di uscire dalla crisi. I giorni scorsi qualche giornale ha parlato di ritorno al "baratto", sistema verosimilmente basato sulla generosità, in grado di delegittimare il dio denaro, e suggerire quindi l'ipotesi che paradossalmente si possa progredire regredendo, almeno in termini materialistici. Si p…

CERVELLI PLASTICI

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Da tempo si sa che l'attività fisica fa bene al corpo: consente una maggiore ossigenazione dell'organismo, mantiene giovani i tessuti, abbassa la pressione, rinforza le ossa… Quel che però non si sapeva è che l'attività fisica ha un'influenza diretta anche sul cervello. Stando, infatti, alle conclusioni di un team di studiosi americani, lo sport effettuato con giudizio e continuità, migliora notevolmente le capacità cognitive e mnemoniche di una persona. Non solo. Le ultime ricerche dimostrano che, addirittura, un individuo che pratica regolarmente sport, fa sì che il suo cervello possa addirittura accrescersi. È questo il succo di una ricerca condotta dagli esperti dell'University of Illinois (USA). Gli studiosi hanno coinvolto 49 bambini di età compresa fra 9 e 10 anni. Ad ognuno di essi è stato chiesto di compiere degli esercizi fisici sul tapis roulant. Alla fine il cervello dei piccoli è stato esaminato con la risonanza magnetica e messo a confronto con quello…

SEX TOYS AL MASCHILE

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"Il futuro della masturbazione è qui ora". Con queste parole si apre il sito di Tenga, azienda giapponese specializzata in sex toys al maschile (per over 18). Siamo infatti abituati a pensare ai “giocattoli sessuali” come a una prerogativa dell'universo femminile; invece, anche per il sesso forte, ci sono prodotti finalizzati all'ottenimento del piacere sessuale. Tenga commercia “vagine artificiali” dal 2006 con grande successo: nel 2007 l'azienda ha venduto più di due milioni di oggetti di questo tipo dal caratteristico design futuristico. Sono prodotti caratterizzati da un corpo in silicone che, opportunamente lubrificato, è in grado di “mimare” la fisiologia di una vagina. La lubrificazione è assicurata da sostanze innocue come acqua purificata, poliacrilato di sodio, glicerina. 24 cuscinetti ad aria assicurano la stimolazione richiesta, mentre la pressione sul pene viene regolata attraverso una valvola posta nella parte superiore. I primi modelli erano utiliz…

CERVELLI MISTICI

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Questo articolo è apparso originariamente su Newsweek nel 2001. Siccome in questi giorni mi sto occupando di Dawkins, Hawking & dintorni, essendo scritto molto bene (da Sharon Begley, nella foto), mi permetto di risportarlo integralmente.
È una domenica mattina di marzo di 19 anni fa, a Londra. James Austin, neurologo, è in Inghilterra per il suo anno sabbatico. Si trova a una stazione della metropolitana e sta aspettando il treno. Non vi è nulla di diverso dal solito. All'improvviso, viene invaso da una sensazione che gli pare di illuminazione, qualcosa mai provato prima. Il senso di esistenza individuale, di separazione dal mondo fisico circostante, svanisce. "Il tempo non esisteva più", ricorda oggi: "Provavo una sensazione di eternità. Desideri, avversioni, paura della morte, si erano dissolti. Avevo avuto in dono la comprensione della natura ultima delle cose". Chiamatela esperienza mistica, momento spirituale, persino illuminazione religiosa se volete.…

La vera origine degli Indoeuropei

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Gli Indoeuropei? Derivano dai pacifici e sedentari contadini dell’Anatolia e non dai feroci e violenti Kurgan come ritenuto finora. Lo afferma un team di studiosi dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda. Russel Gray e Quentin Atkinson del Dipartimento di psicologia hanno esaminato 87 linguaggi e 2.449 parole di base, riconducibili all’etimologia in uso presso le più evolute popolazioni antiche. Così sono riusciti a ricostruire la misteriosa origine “turca” degli Indoeuropei. Secondo le nuove ricerche, il ceppo originario che ha innescato l’intero processo evolutivo che ha consentito la differenziazione di tutti gli attuali europei, non si è formato 6 mila anni fa (come si credeva) ma molto prima. I contadini dell’Anatolia si misero infatti in moto alla conquista del “mondo” presumibilmente tra i 7.800 e i 9.800 anni fa. (Nella foto l'albero "genealogico" dei lunguaggi indoeuropei).

Il calore del telefonino danneggia gli spermatozoi

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Il telefonino portato nelle tasche dei pantaloni può creare problemi di sterilità. Lo dice uno studio pubblicato su Biology Letters, giornale della Royal Society. Gli esperti hanno selezionato 52 uomini tra i 18 e i 35 anni, ai quali sono state rivolte domande relative all’utilizzo del proprio cellulare. È emerso che coloro che portano l’apparecchio nelle tasche davanti dei pantaloni presentano un numero di spermatozoi minore degli altri. Specificatamente la ricerca ha evidenziato che gli uomini con questa abitudine subiscono una riduzione degli spermatozoi del 15%: un risultato simile ricavato da una ricerca in Gran Bretagna dello scorso anno parla addirittura di una diminuzione del 29%. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un uomo sano dovrebbe produrre 75 milioni di spermatozoi per millimetro di seme, mentre si parla di sterilità quando il numero di cellule germinali precipita a 20 milioni per millimetro. Lo studio mette in luce che, portando il cellulare nelle tasche dav…

I vegetali? Si svilupparono in seguito a un'esplosione stellare

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Il segreto dell’evoluzione dei vegetali è racchiuso nell’esplosione di una stella avvenuta oltre 400 milioni di anni fa. Lo dicono ricercatori statunitensi dell’Università del Kansas. Essi ritengono che a causa dell’esplosione della supernova, lo strato di ozono venne distrutto da onde ad alta energia e i raggi gamma avrebbero determinato una conversione dell’azoto e l’ossigeno atmosferico in diossido di azoto; quest’ultimo avrebbe generato una lunga serie di piogge acide che a lungo andare portarono a un accumulo eccezionale di nitrati nel terreno, prerogativa essenziale allo sviluppo delle specie botaniche. Da quel momento in poi quindi i vegetali cominciarono a colonizzare sempre più spazi, fino a coprire praticamente ogni angolo della Terra. La storia dei vegetali è vero che inizia con le clorofite nel Precambriano (oltre 1 miliardo di anni fa), ma il vero boom evolutivo è da riferirsi al Siluriano (periodo immediatamente successivo all’Ordoviciano e alla presunta esplosione stell…

Risolto il mistero del Triangolo delle Bermuda

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Si è sempre parlato di alieni o di fenomeni atmosferici inspiegabili. Ora, però, il mistero della sparizione di navi e aerei nei pressi del Triangolo delle Bermuda, potrebbe finalmente avere una spiegazione scientifica del tutto attendibile. Il fenomeno potrebbe, infatti, essere la conseguenza di particolari fughe di metano che farebbero letteralmente saltare in aria tutto ciò che si trova nei loro dintorni. Studiosi dell'Università di Monash di Melbourne hanno passato al setaccio la superficie dei mari compresi fra Bermuda, Florida e Porto Rico verificando in molti punti grosse concentrazioni del gas a base di carbonio. Quest'ultimo, in determinate circostanze, si organizzerebbe in mastodontiche bolle d'aria che esplodendo, investirebbero pescherecci, navi e qualunque altro mezzo si trovi a solcare le onde marine (permane qualche dubbio sugli aerei che volando ad alta quota non si capisce in che modo possano venire a contatto con le dinamiche fisiche che si instaurano in …

IL POTERE DELLE NINNE NANNE

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Desiderate che i vostri figli da adulti diventino dei provetti ballerini? Allora fategli ascoltare più ninne nanne possibili. È il suggerimento di uno studio canadese condotto da esperti della McMaster University. Gli scienziati hanno evidenziato che le cantilene delle mamme indirizzate ai neonati hanno il potere di attivare e potenziare determinate aree cerebrali preposte alla percezione del ritmo, e quindi alla base della capacità di seguire una certa melodia senza andare fuori tempo. Gli esperti ritengono che con le ninne nanne sia possibile stimolare l’intelligenza musicale, che è la più precoce a svilupparsi e resta invariata per tutta la vita; melodie semplici, basate sul senso del ritmo e adatte al livello di sviluppo del bambino sono particolarmente adatte alla crescita, e in più hanno un fondamentale valore educativo poiché arricchiscono il vocabolario dei più piccoli. Gli studiosi hanno infine evidenziato che la persona che canta - la mamma, il papà, la tata - crea nei bambi…

ADDIO ITALIANI. ITALIANI CHI?

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Italiani in via di estinzione. Sembra una battuta, e invece è ciò che potrebbe accadere da qui a qualche decina d'anni. Il motivo? Il basso tasso di natalità (1,4%) e il progressivo aumento di stranieri. Secondo le statistiche nel 2100 saremo appena 8 milioni, contro i 60 milioni attuali (dato riferibile a marzo 2010). L'argomento è stato da poco affrontato da Fred Pearce, giornalista scientifico inglese, nel libro "Il pianeta del futuro. Dal baby boom al crollo demografico". Dalle analisi di Pearce emerge che in Italia si vive sempre di più, e quindi meglio, ma nascono sempre meno bambini. Alla fine del secolo, dunque, gli abitanti del Belpaese saranno l'86% in meno di adesso. Il problema è che - rispetto alle passate epoche - non c'è più il ricambio generazionale: le statistiche dicono che, per famiglia, si vorrebbero 2,2 figli e invece non si passa l'1,4. Secondo il Wall Street Journal solo "dieci milioni d'italiani vedranno la prossima fine d…

Il primo antibiotico? Risale a duemila anni fa

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Si è soliti pensare alla penicillina come al primo antibiotico comparso nella storia della medicina. In realtà, stando alle ricerche di George Armelagos, della Emory University, le prime tracce di un antibiotico risalirebbero a circa 2mila anni fa. Si tratterebbe della tetraciclina, sostanza che veniva prodotta dai Nubiani – una popolazione che viveva in corrispondenza dell'odierno Sudan – durante la fermentazione della birra. Lo scienziato statunitense ha trovato le tracce dell'antico antibiotico nei reperti ossei di alcuni Nubiani, vissuti fra il 350 e il 500 dopo Cristo. «Le ossa esaminate erano sature di tetraciclina», afferma il chimico Mark Nelson, sulle pagine dell'American Journal of Physical Anthropology. «Il fatto che notevoli quantità di antibiotico siano state trovate anche in un bimbo di 4 anni, dimostra che la sostanza gli era stata somministrata a scopo terapeutico». Allo stesso scopo venivano somministrate anche muffe e piante particolari, benché non si sap…

Più sani e robusti i bimbi nati in provetta

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I bimbi che nascono in provetta sono più alti e godono di una salute cardiovascolare migliore rispetto a quelli nati normalmente. Lo dice una ricerca resa nota nel corso del convegno della società di endocrinologia di San Diego. Gli esperti hanno messo a confronto 50 bimbi di sei anni nati in vitro e altri 60 concepiti secondo i metodi tradizionali. Si è riscontrato che i piccoli del primo gruppo presentano dosi più alte di ormone della crescita e di colesterolo buono, quello che protegge da malattie come l’infarto e l’ictus. Lo studio ne contraddice altri compiuti di recente, in cui si dice che i bimbi nati tramite fecondazione assistita vanno incontro a maggiori problemi di salute; correrebbero, in particolare, un rischio doppio di avere gravi difetti alla nascita e di essere sottopeso. Alcuni studiosi della Johns Hopkins e dell’Università di Washington, hanno messo in risalto che i bambini nati in “vitro” rischiano sei volte di più di andare incontro alla sindrome Beckwith-Wiedeman…

Oceani sempre più acidi per colpa dell'effetto serra

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Gli oceani della Terra stanno diventando sempre più acidi e di questo passo potrebbero causare gravi problemi a numerose specie animali e vegetali alla base della catena alimentare. Gli esperti della Royal Society britannica affermano che il problema è dovuto alle emissioni di anidride carbonica dell’uomo, derivanti soprattutto dalla combustione dei carburanti fossili. Secondo i ricercatori gli oceani del pianeta hanno già assorbito circa la metà del biossido di carbonio prodotto dall’uomo negli ultimi 200 anni. Il fenomeno ha causato una riduzione del pH dell’acqua marina di 0,1 unità (su una scala da 1 a 14). E se le emissioni di CO2 continueranno a crescere come previsto, ci sarà un ulteriore calo di 0,5 unità entro il 2100, un livello che non veniva raggiunto dagli oceani da molti milioni di anni; in particolare durante l’epoca glaciale il pH medio dei mari era di 8,3, mentre oggi si è abbassato a 8,1, e si prevede che arriverà a 7,3 entro il 2300. A rischio sono soprattutto anima…

L'universo? Non è opera di Dio

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"L'universo può essersi creato da sé, può essersi creato dal niente, e quindi non è stato creato da Dio". Parole forti, appannaggio di chi - evidentemente - ha una certa autorità per farlo. Il riferimento è, infatti, a uno dei più importanti astrofisici del mondo: Stephen Hawking. Ieri la sua dichiarazione è stata diffusa sulla prima pagina del Times di Londra, suscitando, com'era prevedibile, un vespaio di polemiche. Con questa affermazione, infatti, Hawking smentisce categoricamente l'esistenza di Dio, e inoltre annulla tutti gli altri tentativi più o meno plausibili di spiegare la nascita della vita e del cosmo grazie al suo intervento. Coinvolto nella discussione anche un altro eccellente ateo, Richard Dawkins, convinto che Darwin abbia smentito l'esistenza di Dio con i suoi studi relativi alle specie viventi, e che ora Hawking lo stia negando, per la prima volta, anche dal punto di vista fisico-matematico. Perché se c'era ancora un dubbio a proposito…

Scoperto sistema solare con sette pianeti

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Fino a oggi si pensava che il sistema extrasolare più ricco di pianeti fosse composto da cinque corpi celesti orbitanti intorno a una stella. Ma ora, grazie agli studi effettuati dagli astronomi dell'Osservatorio europeo australe (ESO) a La Silla, in Cile, e all'azione dello spettrografo HARPS, scopriamo che ne esiste uno addirittura caratterizzato da sette pianeti: cinque supergiganti analoghi a Nettuno e due più piccoli, di dimensioni di poco superiori alla Terra. «Abbiamo individuato quello che probabilmente è il sistema planetario più complesso finora osservato», rivela l'astronomo Christophe Lovis, dell'Università di Ginevra. HD10180 (questa la sigla con cui è stato tenuto a battesimo) si trova a circa 127 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell'Idra. In pratica è un sistema solare analogo al nostro, ma con un pianeta in meno. Alla luce di questi risultati sta diventando sempre più complicato classificare accuratamente il numero di pianeti extrasolari,…

MEDICI DIFENSIVISTI

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Per non correre il rischio di andare incontro a beghe legali molti medici raccomandano esami che si potrebbero evitare, e declinano l’invito a affrontare casi giudicati disperati. È quanto emerge da una ricerca condotta David M. Studdert dell’Harvard School of Public Health di Boston e pubblicata sulla rivista “Journal of the American Medical Association”. I dati parlano chiaro: oltre il 90% dei medici della Pennsylvania ammette di ricorrere a pratiche mediche difensive, come la prescrizione di test diagnostici in eccesso o il rifiuto senza motivo di prendersi cura di pazienti molto gravi; specificatamente - degli 824 medici presi in esame - il 93%% ha dichiarato di praticare genericamente “Medicina difensiva”; il 43% riferisce di ordinare test clinici non necessari; il 42% sottoscrive di aver volutamente ristretto il suo campo d’azione professionale negli ultimi 3 anni per evitare complicazioni. Secondo Studdert simili atteggiamenti si possono spiegare esclusivamente sostenendo che m…

I neandertaliani? 'Rappavano' come Eminem

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Anche agli uomini di Neandertal piaceva la musica e in particolare cantare. Ma se si dovesse fare un paragone con le hit parade odierne, in quale genere potrebbero essere catalogate le loro opere? La risposta arriva da Steven Mithen, docente dell’Università di Reading: i neandertaliani erano probabilmente cultori e interpreti eccellenti di quella che noi oggi definiamo musica rap. Essi si disponevano in cerchio intorno al fuoco e con l’accompagnamento di percussioni rudimentali, ricavate da bastoni di legno o gusci di conchiglie, “rappavano”, in una lingua non di certo evoluta come la nostra, le proprie storie e vicende. Mithen ha reso note le sue idee tramite un’intervista rilasciata alla BBC. “La gente spesso descrive gli uomini di Neandertal come stupidi o scontrosi - ha detto il ricercatore - ma avevano una grande sensibilità musicale. Credo che sarebbe loro piaciuta soprattutto la musica rap, perché ha quel tipo di effetto che gli uomini di Neanderthal avrebbero senz’altro apprez…