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Visualizzazione dei post da Novembre, 2012

RICORDI DISTORTI

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Si chiamano falsi ricordi, quelli che si instaurano nella nostra mente facendoci credere di aver vissuto delle situazioni che in realtà non sono avvenute. Ora un’equipe di scienziati americani ha messo in luce il meccanismo biologico che sta alla base del particolare fenomeno: si tratta della difficoltà di mantenere “giovani” le immagini che si sono viste nel corso della vita. I ricercatori hanno condotto degli esperimenti su 23 giovani adulti sani. Hanno concluso che il 60% di essi non è più in grado ricordare correttamente ciò che ha visto, comprese le figure utilizzate qualche minuto prima per il test. La difficoltà di mantenere integre nel cervello le visioni accumulate nel tempo è quindi un fatto consolidato, di cui si dovrebbe tenere conto soprattutto quando si è disposti a pronunciare la fatidica frase: “giuro di aver visto qualcosa”. Secondo David Beversdorf dell’Ohio State University, che ha presentato lo studio nel corso dell’incontro annuale della Society for Neuroscience d…

Le origini europee dell'uomo moderno

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Uno dei temi più dibattuti in ambito paleo-antropologico, riguarda l'origine in Europa dell'Homo sapiens sapiens. Le tesi più moderne indicano che il primo piede in Europa venne posto dall'uomo moderno fra i 43mila e i 45mila anni fa. Ma chi erano veramente questi pionieri? E che strada fecero per poi conquistare tutti i territori europei? Per ora si possono avanzare solo delle ipotesi, ma non è escluso che nei prossimi anni, in seguito ai numerosi scavi che si stanno conducendo in Anatolia e Tracia, si possa avere qualche risposta un po’ più esauriente. Intanto Spigolature Scientifiche ha pensato di parlarne con uno dei massimi esperti sull'argomento, Stefano Benazzi (http://eva-mpg.academia.edu/StefanoBenazzi), ricercatore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, Human Evolution, a Leipzig, Germania. Il popolamento dell'Europa da parte dell'Homo sapiens sapiens… esistono pareri discordanti. E' possibile però stimare il periodo in cui l'u…

Le ali dell'ornicottero

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Era il sogno di Leonardo da Vinci costruire e far funzionare il primo “ornicottero” della storia. Ora la sua idea sta per essere realizzata. Protagonisti sono i tecnici della compagnia aerospaziale canadese di Toronto (Institute for Aerospace Studies) e quelli statunitensi della NASA. Il fine è quello di creare per il 2030 un aereo a tutti gli effetti in grado di muoversi come un uccello. Di battere le ali insomma, e di librarsi nell’aria modificando l’apertura alare per virare, accelerare, atterrare. Il primo modello sperimentale di “ornicottero” a motore risale al 1991. È del 1999 invece la realizzazione dell’“ornicottero” “UTIAS”. Con il suo arrivo i comandi non sono più all’esterno, ma all’interno nella cabina riservata al pilota. Inoltre le sue dimensioni sono identiche a quelle di un comune monoposto. Il mezzo accelera autonomamente e muove le ali come un gigantesco albatros. I nuovi studi si stanno ora affinando sempre di più. L’idea è infatti quella di rendere agibili entro u…

Altezza... mezza ricchezza

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Più si è alti e più si guadagna. Per ogni centimetro in più di altezza infatti lo stipendio aumenta di 310 dollari all’anno. È il parere di uno studio condotto negli Stati Uniti da scienziati dell’università della Florida e del North Carolina. Secondo gli esperti chi è alto, rispetto a un individuo di bassa statura, ha maggiore fortuna negli affari, è più scaltro e ha una presa migliore sulla gente. Lo studio è stato pubblicato sulle pagine del “Journal of Apllied Psychology”. Timothy Judge dell’università della Florida ha lavorato con Daniel Cable dell’università del North Carolina. Insieme hanno analizzato i dati ricavati da quattro studi condotti in parte negli Stati Uniti e in parte in Inghilterra. Nella ricerca oltre all’altezza sono stati messi in evidenza anche altri fattori come il sesso, il peso, l’età. Ma alla fine l’unico parametro che secondo gli scienziati ha veramente peso nella buona riuscita di una professione è appunto la statura. Il perché lo hanno spiegato rivelando…

Il cammino dell'Homo sapiens sapiens

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L’Homo sapiens sapiens lasciò l’Etiopia 100mila anni fa e conquistò il mondo intero soppiantando le altre specie di ominidi presenti sul pianeta, vale a dire l’Homo erectus in Asia e l’Homo di Neanderthal in Europa. È la nuova tesi evoluzionistica elaborata da un team di paleoantropologi dell’università di Cambridge. Gli studiosi hanno preso in considerazione la variabilità genetica delle singole popolazioni sparse per il mondo e le caratteristiche genotipiche dell’uomo di fine Pleistocene: la variabilità genetica è un dato che serve a stimare quanto differenti siano tra loro le varie razze della Terra, e a verificare quindi i gradi di parentela e le singole origini di ogni etnia. 

È emerso che le popolazioni che risiedono a maggiore distanza dall’Etiopia sono anche quelle che presentano minore variabilità genetica rispetto alle forme arcaiche: ciò conferma il fatto che non c’è stata una grande differenziazione genetica tra i più antichi sapiens sapiens e le forme attuali presenti per …

La "genetica" del contorsionista

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Come fa una persona a “raggomitolarsi” in una scatola di appena quarantacinque centimetri? È la domanda che tutti si pongono non appena vedono in azione, in tv o in qualche circo, un contorsionista. La risposta arriva ora da uno studio inglese pubblicato dal quotidiano britannico Times. Il segreto sta nelle caratteristiche genetiche del protagonista, dotato di legamenti più lunghi e più flessibili del normale. Al contrario di quanto ritenuto finora, che considerava invece i contorsionisti delle persone dotate di uno scheletro speciale predisposto ad assumere posizioni inimmaginabili. Ma la scoperta non finisce qui. Perché dallo studio è anche emerso un dato che spiega il motivo per cui sono principalmente le donne a svolgere questo mestiere, mentre l’uomo è in netta minoranza. Ebbene gli scienziati hanno evidenziato un nesso tra gli ormoni femminili, e il collagene che si trova diffuso in tutto il corpo e che costituisce i legamenti. In pratica le sostanze secrete dalle ghiandole dell…

Il popolo in (eterno) cammino

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Moni Ovadia, in un recente concerto tenutosi a Milano, ha detto: «Da sempre parliamo dei rom, senza però, avere mai parlato con loro». È vero. Da circa mille anni, periodo in cui una “sottocasta” indiana lasciò il continente per muoversi verso occidente, non s'è fatto quasi mai nulla per comprendere le caratteristiche e i fabbisogni di questa etnia, determinando l'emarginazione di un intero popolo. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. E lo dimostra il progetto europeo EU inclusive che dal 2010 coinvolge la Soros Foundation Romania, la Fundaciòn Segretariado Gitano, la Open Society Institute di Sofia e l'italianissima Casa della carità. È la prima indagine condotta a livello nazionale per capire chi sono e cosa fanno i rom e quali sono i loro reali bisogni, superando una volta per tutte le barriere di preconcetti che da sempre impediscono di avere un'idea chiara sulla loro storia e identità. «Sui rom si hanno solo conoscenze stereotipate», ha rivelato Sabrina Tosi Cambin…

Lunga vita ai dialetti

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I dialetti italiani stanno sparendo? Non si direbbe. Stando, infatti, a un'indagine Instat, un po’ per orgoglio cittadino, un po’ per difendere le proprie origini, nel nostro paese i dialetti stanno vivendo una nuova giovinezza. I dati ottenuti dallo studio parlano chiaro: sono 12,6 milioni (circa un quarto della popolazione nazionale) le persone che parlano quotidianamente l’idioma della rispettiva regione o città; e 15 milioni (il 28,3% della popolazione) coloro che al dialetto mischiano la lingua madre. In preferenza si parla in dialetto in famiglia o tra amici, mentre in ufficio e negli ambienti di lavoro si preferisce l’italiano. Sono i giovani in particolare a riscoprire il valore dei vernacoli, recuperandoli dai propri genitori e soprattutto dai nonni. I sociologi affermano che il fenomeno è in costante evoluzione ed è dovuto alla necessità delle nuove leve di ritagliarsi uno spazio ben preciso all’interno della società italiana: in sostanza emerge da parte dei ragazzi la v…

Cinciarelle fedifraghe

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L’infedeltà negli uccelli fa bene alla specie. Lo sostiene un recente studio condotto in Austria su una popolazione di cinciarelle (Parus caeruleus) da Kaspar Delhey e Arild Johnsen del Max Planck Research Centre for Ornithology di Starnberg in Germania (http://orn.mpg.de/erling/kontakt.html). Gli scienziati hanno scoperto che questi uccelli sono animali monogami, che talvolta però si concedono il lusso di una “scappatella”. Ed è proprio a monte di questa circostanza che hanno verificato che le proli delle cinciarelle fedifraghe sono anche quelle che stanno meglio, che si riproducono con più successo, e che sopportano più degli altri i disagi dell’esistenza. Il motivo è da ricercarsi nel rimescolamento del DNA che avviene negli individui che nascono da una relazione extraconiugale. Gli incroci tra consanguinei infatti fanno male alla specie e possono determinare dei problemi; mentre la variabilità genetica consente a un animale di svilupparsi adeguatamente e di resistere alla selezion…