martedì 16 luglio 2013

Alaska, l'effetto serra contribuisce allo sviluppo dei terremoti


Il surriscaldamento globale può essere una delle cause dei terremoti. Lo affermano gli studiosi della Nasa e dell’Ordine dei geologi americani. Hanno, infatti, condotto delle ricerche tra i ghiacciai dell’Alaska concludendo che il repentino scioglimento dei ghiacci, (dovuto appunto all’aumento medio delle temperature), incide fortemente sugli strati litologici sottostanti: in particolare sostengono che la diminuzione del peso dei ghiacci in fase di ritiro fa sì che le placche tettoniche perdano progressivamente la loro stabilità e che si creino quindi i presupposti per l’attività tellurica. È un fenomeno che in parte gli scienziati hanno potuto constatare anche osservando le tracce del ritiro dei ghiacci risalenti all’ultima grande glaciazione conclusasi poco più di 10 mila anni fa. In tale frangente è stato infatti confermato che il Canada venne colpito da numerosi e forti terremoti, e che lo stesso fenomeno si è verificato in Scandinavia. Oggi invece tutto ciò avviene soprattutto nello stato più settentrionale del NordAmerica, dove dall’inizio del ‘900 le temperature medie sono cresciute più che in ogni altra parte del mondo (si pensa che entro 100 anni esse possano subire un ulteriore incremento di addirittura 7°C). Qui le placche tettoniche sono quanto mai instabili e ora il timore degli scienziati è che si possano verificare di nuovo episodi come quello del 1979, anno in cui il Paese subì un sisma di intensità pari a 7,2 della scala Richter. Tra le conseguenze del surriscaldamento del globo va altresì ricordato che, sempre in Alaska, la tundra, la tipica vegetazione delle latitudini più elevate, sta progressivamente scomparendo, per lasciare il posto a specie tipiche delle regioni più meridionali caratterizzate da foreste di conifere di tipo marittimo.

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