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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Sogni maschili e femminili, le differenze

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Una ricerca condotta a Oxford qualche anno fa mostrava, da un punto di vista anatomico, le differenze riscontrabili fra il cervello maschile e quello femminile. Nella donna è più sviluppata l'area del linguaggio e dell'intuizione, nell'uomo quella concernente l'attività motoria. Il cervello maschile possiede il maggior numero di sinapsi (aree di collegamento fra le cellule del cervello) e uno spessore più marcato della corteccia; ma nella donna il "cablaggio" neuronale funziona meglio, mettendo più facilmente in contatto i due emisferi. Altre differenze sono state evidenziate dal punto di vista fisiologico, con ripercussioni su carattere, umore ed evoluzione di patologie legate all'ansia e alla depressione (nelle femmine molto più frequenti). Uomini e donne vivono dunque su pianeti distinti e un'ulteriore conferma si ha oggi da uno studio condotto presso l'Università di Montreal, in Canada, dal quale emerge che sesso forte e debole sognano anche i…

Malati di deja-vu cronico

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Come è noto la sensazione di aver già vissuto un certo evento prende il nome di deja-vu. Ma fino a oggi si pensava che potesse riferirsi solo a brevissimi istanti, secondi. Ora invece si scopre che c’è anche chi soffre di déjà–vu cronico. Ovvero di "flash temporali" che possono durare anche un’intera giornata. Il fenomeno è stato analizzato per la prima volta da un team di studiosi dell’Institute of Psychological Sciences dell’University of Leeds su due individui: il primo affetto da demenza, il secondo, da una patologia del lobo temporale. In entrambi i casi si è avuto a che fare con soggetti che avevano rifiutato degli incontri perché arciconvinti di averli già avuti. “Un signore non voleva venire in clinica a farsi visitare perché sosteneva di esserci già stato, anche se era impossibile", ha rivelato Chris Moulin a capo della ricerca. Secondo gli scienziati la comprensione dell’esistenza del déjà–vu cronico può aiutare a risolvere alcune patologie mentali. “Finora ab…

L'intelligenza dei corvi (o di un bimbo di 7 anni)

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Gli manca solo la parola. E' la classica frase che accompagna il commento su un cane che vive insieme al suo padrone da anni, in un rapporto simbiotico che sembra non presentare differenze con quello che si instaura, per esempio, con un coniuge o un figlio. E non è del tutto errata se è vero che, di norma, l'intelligenza di un quattro zampe è riconducibile a quella di un bimbo di due anni; piccolo, certo, ma già in grado di provare sentimenti e riconoscere fatti e persone. In realtà, c'è un animale ancora più intelligente, che di rado coinvolge il nostro immaginario: il corvo della Nuova Calidonia (Corvus moneduloides), già noto per essere l'unica specie non appartenente ai primati in grado di utilizzare strumenti e oggetti per ottenere benefici. La ricerca pubblicata pochi giorni fa su PLOS ONE dice che l'uccello è in grado di "ragionare" su una serie di cilindri contenenti acqua, sulla cui superficie giacciono larve di insetto, di cui il volatile è ghio…

Consolide agratesi

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Una bellissima colonia di consolida maggiore (Symphytum tuberosum) è spuntata a pochi metri da casa mia, in un fazzoletto di terra circondato da auto parcheggiate; credo sia la prima volta che accade, poiché da anni tengo d'occhio il prato in esame e i fiori che ogni primavera vi spuntano. E' una pianta vigorosa, superba, piena di vita. Riconoscibile per i fiorellini giallo pallidi e per le foglie pelose e picciolate. Originaria dell'Europa meridionale, sta bene all'ombra, in terreni umidi… 

Eni cyberspaziale

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La prima impressione che si ha indossando gli occhiali forniti dai tecnici dell'Eni e varcando la soglia della cosiddetta "aula Cave", in funzione da pochi mesi, è quella di vivere una sorta di esperienza extracorporea, in cui si ha a che fare con un mondo "vivo e pulsante", ma assolutamente virtuale. Proprio come accade nel cinema o in certi romanzi di fantascienza. E come hanno nei decenni auspicato figure passate alla storia come Jaron Lanier, inventore del termine "virtual reality" e William Gibson, coniatore di "cyberspazio". Ci si muove in un'area di circa sette metri quadrati, circondati da cinque pareti (di cui quattro retroproiettate), interagendo con strutture fisicamente percepibili, ma del tutto inesistenti; grazie anche a speciali pantofole che registrano i movimenti, permettendo di vivere in 3d, e analizzare nei dettagli una strada, un albero, un parcheggio, e a software studiati appositamente per conferire il massimo reali…