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Visualizzazione dei post da Agosto, 2014

Quando è lui il primo a dire "ti amo"

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L'emotività è donna, si sa, tanto è vero che ogni smanceria viene prima di tutto ricondotta all'universo femminile. Eppure non è sempre così, specialmente quando c'è da pronunciare la più importante frase del genere umano: ti amo. Stando, infatti, a una ricerca pubblicata su Journal of Personality and Social Psychology, la fatidica confidenza è soprattutto appannaggio dell'uomo. Si stima che nel 62% dei casi, all'inizio di una relazione, è il maschio per primo a dire "ti amo". E di solito arriva a farsi avanti tre mesi dopo l'incontro inaugurale. La donna, al contrario, è più cauta. Pare più titubante, e finisce col rivelare il proprio amore al partner almeno cinque mesi dopo il primo appuntamento. Per le donne la "delicatezza" maschile è sovente il subdolo tentativo di portarne a letto un'altra; per gli uomini è invece un reale sentimento, che deve essere espresso il più in fretta possibile, prima che la nuova conquista prenda altre str…

Il robot transformer

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Immaginiamo un foglio di carta a due dimensioni, che grazie a un po' di fantasia, possiamo trasformare in una barchetta o in un aereo  tridimensionali. Il concetto è lo stesso, ma non riguarda uno strato di cellulosa, bensì una struttura hitech in grado di assumere le sembianze di un "essere" a quattro zampe, pensiamo a un granchio, capace di camminare, girare, e potenzialmente compiere svariati compiti. Un "foglio" dotato di mente propria, che in quattro minuti si autoassembla e non ha bisogno di aiuti esterni per entrare in azione. E' questo l'ultimo avveniristico robot prodotto dalla collaborazione fra scienziati di Harvard e del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston. Si tratta, in pratica, di un robot transformer a tutti gli effetti, così spesso decantato dai fumetti o dai libri di fantascienza;  per la prima volta realizzato in un laboratorio scientifico. Potrà essere disponibile fra qualche anno, a un costo irrisorio, se paragonato…

Calorie italiane

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Da tempo non se ne parla più come di una semplice malattia, ma di una epidemia a tutti gli effetti. L’obesità, infatti, rappresenta percentuali tanto grandi da essere paragonata ai peggiori flagelli dell’umanità. L’Oms prevede che, per il 2030, gli obesi in Italia saranno il 70% della popolazione; con picchi del 90% in Irlanda e dell’80% in Spagna. In realtà l’obesità è in gran parte dovuta ad abitudini quotidiane che potrebbero essere facilmente contrastate, se solo si facesse un po’ più di attenzione, per esempio, a quello che si mangia. Com’è noto, infatti, gran parte dei chili di troppo è la conseguenza di un accumulo spropositato di calorie. Lo si dice da sempre e oggi ne abbiamo un’ulteriore conferma, grazie a uno studio diffuso dal sito Evoke.ie. L’analisi mette in relazione la quantità di calorie consumate abitualmente da ogni persona nell’arco delle 24 ore, con il singolo paese di appartenenza. Si scopre così che gli Usa, emblema dell’obesità, (dove già oggi almeno un terzo d…