Post

Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Il sonar dei pipistrelli

Immagine
Da tempo si conosce la capacità dei pipistrelli di muoversi evitando gli ostacoli al buio, sfruttando il fenomeno dell'"ecolocalizzazione"; in pratica il risultato dell'azione di un "sonar biologico" che in seguito alla produzione di suoni particolari, è in grado di analizzare la risposta degli echi prodotti dai diversi oggetti sparsi, per esempio, in una grotta; e far capire all'animale la direzione giusta da prendere. Quel che, però, non è mai stato chiaro è quel che accade a livello neuronale, risposta che hanno cercato di dare gli studiosi dell'Università di Monaco in Germanica. 
Gli scienziati hanno, infatti, visto che, quando un pipistrello vola troppo vicino a un ostacolo, il numero di neuroni "eccitati" aumenta sensibilmente, suggerendo al chirottero che quel che ha di fronte è un oggetto più grande di quel che è nella realtà. In questo modo è, dunque, certo di tenersi a debita distanza da esso ed evitare una collisione che potrebbe…

Ipossia e ipotermia: i rischi delle valanghe

Immagine
La sopravvivenza sotto la neve? Dipende da molteplici fattori, uno su tutti: la fortuna. Che può essere strettamente legata al luogo in cui si è vittime di una valanga. In un ambiente riparato, come un'abitazione, i rischi sono minori: è facile rimanere imprigionati, ma con un minimo spazio vitale è altrettanto semplice resistere ai morsi dell'ipotermia e dell'asfissia. «E' quel che potrebbe essere accaduto nell'hotel Rigopiano», ci spiega Mario Milani, direttore della scuola medica del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) di Milano. «I superstiti hanno avuto la possibilità di respirare regolarmente e in più di scaldarsi, ciò che non potrebbe accadere se si è travolti da una valanga all'aperto». 
Sono eventi rari nel nostro Paese, ma non in altre realtà geografiche, dove l'ubicazione di strutture abitative in aree simili a quella dell'hotel Rigopiano è più frequente: per esempio in Austria, Nepal e Turchia. Nel tempo sono stati costr…

La slavina del giorno dopo

Immagine
L'impossibilità di governare e prevedere la natura. E così la neve accompagnata da un interminabile sciame sismico, ha reso il centro Italia un luogo invivibile. Difficile intuire i prossimi fenomeni, benché si possa fare affidamento su una stagione fredda che va verso la fine, portando con sé il rischio di nuove precipitazioni che renderebbero ulteriormente complicata la situazione. Il dibattito coinvolge geologi e meteorologi, in queste ore presi d'assalto per capire come sia potuta accadere la tragedia dell'hotel ai piedi del Gran Sasso e come si potranno scongiurare altri episodi del genere. Da una parte l'invito a lasciare le case per fuggire al terremoto, dall'altra quello di rintanarsi nelle proprie dimore in attesa che la neve si sciolga. Ma intanto incombe un fenomeno sui cui nessuno aveva ancora concentrato l'attenzione: la slavina provocata dai movimenti tellurici. 
In questo caso tutte le raccomandazioni non servono. E allora che fare? «Informare cor…

La terra torna a tremare in centro Italia

Immagine
Tre scosse superiori ai cinque gradi della scala Richter, la più forte di magnitudo 5,5; di nuovo il centro Italia, Amatrice (dove è crollato il campanile di Sant'Agostino), i paesi a cavallo fra Lazio, Abruzzo e Marche; ma le scosse si sono fatte sentire anche a Roma, Firenze e Napoli. E con la neve di questi giorni la situazione è drammatica. Il cuore dell'Italia si spacca in due. Cosa sta succedendo? Perché dal 24 agosto 2016 si verificano continui terremoti? Gli Appennini stanno tremando. Per due motivi. Un processo di stiramento legato a faglie che si stanno allontanando; e un altro riguardante la spinta effettuata dalla placca africana, che incide su quella euroasiatica, determinando un processo di subduzione, con distruzione di nuova crosta.
«L’area interessata dai terremoti di ieri fa parte di una zona sismica ben nota, caratterizzata da un’elevata pericolosità e da eventi sismici occorsi anche in epoca storica», ci spiega Fabio Bonali, ricercatore dell'Università d…

La storia degli indiani

Immagine
Cristoforo Colombo scoprì l'America ma non ebbe mai la percezione di avere individuato un nuovo continente. La ebbe Amerigo Vespucci, che, dopo varie ricognizioni al di là dell'Atlantico, per primo coniò l'espressione "Mondus Novus". E' a questo punto che qualcuno cominciò a chiedersi: come fanno a esserci qui degli uomini, se siamo noi i primi a metterci piede? Fu l'inizio del riepilogo della storia della nostra specie, iniziata centotrentamila anni fa in Africa. Solo oggi, però, possiamo sistematicamente rispondere alla domanda che si erano posti i primi esploratori del Nuovo Mondo: l'America fu abitata per la prima volta dall'uomo sedicimila anni fa. E' il resoconto di uno studio effettuato in Virginia, negli Usa. Dove alcuni archeologi hanno recuperato manufatti risalenti alla fine del Pleistocene, assimilabili all'industria del Magdaleniano; la cultura che dominò l'Europa fra 18mila e 10mila anni fa. Sono tempi di grandi trasforma…

Mammiferi preistorici: due nuove specie

Immagine
Scoperti in Canada i resti fossili di due mammiferi vissuti nell'Eocene, 52 milioni di anni fa. Secondo gli studiosi della British Columbia appartengono a due specie mai viste prima d'ora, riconducibili alle famiglie dei ricci e dei tapiri. 
Il primo resto fossile, battezzato Silvacola acares, era simile agli erinaceini attuali, ma era più piccolo e non superava i 5-6 centimetri. La seconda specie individuata è riferibile al genere Heptodon, e ha similitudini con gli attuali tapiri. Entrambi vivevano in un ambiente caldo e umido, analogo a quello delle foreste pluviali. 
Durante la prima fase dell'Eocene, infatti, il clima in Canada era molto diverso da quello odierno, e il suo territorio era abitato da animali che oggi troveremmo solo a latitudini più basse.